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Si voterà per l'abolizione del servizio pubblico radiotelevisivo



Roger de Weck, direttore generale della SSR-SRG

Roger de Weck, direttore generale della SSR-SRG

(keystone)

L'iniziativa popolare che vuole abolire il canone è riuscita. Saranno dunque i cittadini svizzeri, con il loro voto, a decidere se dar seguito a questa richiesta

Il popolo svizzero sarà chiamato a decidere se abolire il canone radiotelevisivo. L'iniziativa popolare ha raccolto 112'191 firme valide. Lo ha comunicato la Cancelleria federale.

Il testo, lanciato dall'Associazione "No Billag" (BIllag è la società di riscossione del canone), prevede che la Confederazione non possa riscuotere canoni, né sovvenzionare o gestire emittenti radiofoniche o televisive. Se l'iniziativa venisse accettata, le attuali concessioni con partecipazione al canone (riguarda soprattutto la Società svizzera di radiotelevisione - SSR-SRG - che gestisce il servizio pubblico radiofonico e televisivo svizzero) saranno revocate senza indennizzo.

L'iniziativa - che entrerebbe in vigore il primo gennaio dell'anno seguente la votazione popolare - prevede anche che le concessioni radio-tv vadano periodicamente messe all'asta.

ats

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