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La nazionalità dei criminali deve essere resa pubblica

Keystone / Alexandra Wey

I comunicati della polizia devono indicare età e sesso dei presunti autori di reati, ma anche la cittadinanza e l'eventuale passato migratorio di persone naturalizzate. I cittadini del canton Zurigo dovranno votare questa iniziativa del partito populista di destra Udc. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 marzo 2021 - 10:15

All'origine di questa iniziativa dell'Udc, che chiede di menzionare in tutti i comunicati di polizia la nazionalità dei presunti autori e delle vittime di reati, c'è una decisione del municipio rosso-verde della città di Zurigo. Da tre anni a questa parte, la polizia cittadina non nomina più la nazionalità di persone che commettono reati. Informazioni al riguardo vengono fornite ai giornalisti soltanto su richiesta.

Questo cambio di paradigma ha provocato indignazione tra gli esponenti dell'Udc. Il partito ha accusato la città di praticare una "politica della censura" ed ha lanciato l'iniziativa cantonale che ha raccolto 9'500 firme sulle 6'000 necessarie.

Il testo chiede non soltanto di indicare nazionalità, età e sesso dei presunti autori di reati, ma anche l'eventuale passato migratorio di persone naturalizzate. Quest'ultimo punto è stato giudicato decisamente eccessivo, rischiando di crare svizzeri di serie A e svizzeri di serie B. Per questo motivo, in seguito ad un referendum della sinistra, il parlamento cantonale ha elaborato un controprogetto, pure sottoposto al voto, che esclude le informazioni sul passato migratorio. L'approfondimento del nostro corrispondente da Zurigo:

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tvsvizzera.it/fra con RSI


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