Si stacca una cabina di un’ovovia ad Engelberg, un morto
Un tragico incidente ha scosso mercoledì mattina il comprensorio sciistico di Engelberg nel Canton Nidvaldo: la cabina di una cabinovia si è staccata, ribaltandosi poi più volte lungo un pendio nevoso. Una persona, l'unica che si trovava all'interno, è morta.
L’incidente è avvenuto poco prima delle 11 sulla tratta Trübsee-Stand. La polizia cantonale nidvaldese – responsabile della questione – durante una conferenza stampa non ha dato indicazioni sull’identità della vittima.
Le restanti cabine hanno dovute essere evacuate. Complessivamente, tra le 100 e le 200 persone sono state tratte in salvo dalle circa 40 cabine presenti nel tratto interessato.
Per la precisione, l’episodio si è verificato poco dopo la fermata intermedia di Trübsee, in direzione Schlächtismatt. Secondo le informazioni riportate sul sito web del comprensorio sciistico l’impianto, inaugurato nel 2015 e chiamato Titlis Xpress, è dotato di cabine in grado di trasportate fino a otto persone.
Il collegamento porta gli ospiti sulle piste da sci a un’altitudine di circa 2400 metri. La cabinovia è lunga poco meno di 1900 metri.
Un video pubblicato da Blick e 20 Minuten, girato da un lettore, mostra la cabina mentre scivola giù per un pendio innevato:
Horror ongeval met gondel. Zoals deze video laat zien, is een gondellift in het Zwitserse #EngelbergCollegamento esterno in het kanton Obwalden neergestort. Er staat momenteel een sterke wind in het gebied. Of er personen in de gondel zaten is nog niet duidelijk #20MinCollegamento esterno 🇨🇭 pic.twitter.com/vfOny8EwK6Collegamento esterno
— Johanns (Alpen)weer @johannsalpenweer.bsky.social (@Alpenweerman) March 18, 2026Collegamento esterno
L’incognita del vento
Le autorità stanno fra le altre cose indagando per capire perché gli impianti fossero in funzione nonostante il forte vento. Numerosi altri tratti erano in effetti chiusi a causa delle raffiche, con MeteoSvizzera che aveva emesso un’allerta vento di livello 2 per “pericolo moderato”.
In una conferenza stampa Norbert Patt, CEO degli impianti di risalita del Titlis, ha spiegato che a partire da un vento a 40 km/h viene attivato un allarme, mentre a partire da 60 km/h il servizio deve essere sospeso. Al momento non è chiaro quale fosse la velocità effettiva del vento e se sia stato attivato un allarme.
Gestore profondamente scosso
Il gestore degli impianti di risalita del Titlis si è detto profondamente scosso per il tragico incidente. Si è trattato di un evento straordinario, avvenuto “all’improvviso”, ha affermato il CEO Norbert Patt.
“La sicurezza è l’aspetto più importante di un impianto di risalita, e proprio per questo il tragico incidente è ancora più grave”, ha dichiarato Patt durante una conferenza stampa. “I nostri pensieri vanno ai familiari della vittima. Speriamo di ottenere presto informazioni certe”.
Sarà il Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI) a decidere quando l’impianto potrà tornare in funzione, ha fatto sapere Patt. È importante che l’incidente venga analizzato in modo approfondito: “Metteremo a disposizione tutte le riprese delle telecamere disponibili”, ha concluso.
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