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Si apre il processo d’appello contro l’ex ministro gambiano Ousman Sonko

Si apre processo d'appello contro ex ministro gambiano Ousman Sonko
Si apre processo d'appello contro ex ministro gambiano Ousman Sonko Keystone-SDA

Condannato a 20 anni per crimini contro l'umanità, l'ex ministro dell'interno gambiano Ousman Sonko affronta ora il processo d'appello presso il Tribunale penale federale di Bellinzona.

Il processo d’appello contro l’ex ministro dell’interno gambiano Ousman Sonko è iniziato lunedì davanti al Tribunale penale federale (TPF) a Bellinzona. Il 57enne è stato condannato nel maggio 2024 a una pena di 20 anni di reclusione per crimini contro l’umanità.

Sonko ha cercato fino all’ultimo momento di intervenire nello svolgimento del suo processo. Ha infatti presentato una richiesta di ricusazione nei confronti del collegio di tre giudici incaricati della procedimento in appello. Tale richiesta, secondo la quale esisterebbe una relazione gerarchica tra i giudici di primo grado e quelli di secondo grado, è stata respinta lo scorso venerdì dal Tribunale federale (TF).

Il processo dovrebbe svolgersi fino al 17 aprile, ma sono già previste date di riserva, qualora fosse necessario.

In prima istanza, i giudici di Bellinzona avevano ritenuto che i fatti contestati all’ex ministro dell’interno gambiano – ossia ripetuti omicidi intenzionali, ripetuti sequestri di persona e ripetute torture – s’inserissero in un contesto di attacchi sistematici contro la popolazione civile gambiana e costituissero effettivamente dei crimini contro l’umanità.

Il TPF aveva rilevato che, nell’ambito delle sue funzioni di ministro dell’interno del regime, Sonko aveva fatto parte di un sistema coordinato che riduceva definitivamente al silenzio oppositori e giornalisti e intimidiva la popolazione.

Tuttora in prigione

Se il capo d’imputazione di crimini contro l’umanità è stato mantenuto, i giudici di Bellinzona avevano abbandonato le accuse di violenza carnale. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) rimproverava a Sonko di aver violentato la moglie di un ex militare tra il 2000 e il 2002, nonché nel gennaio 2005.

È stata inoltre pronunciata una decisione di espulsione dal territorio svizzero per dodici anni. Sia l’MPC, che aveva richiesto anche una pena detentiva a vita, sia l’ex ministro avevano presentato un ricorso contro il verdetto di primo grado.

Dalla sentenza, l’ex ministro è rimasto in prigione in attesa del processo d’appello, avendo i giudici respinto le sue richieste di scarcerazione adducendo il pericolo di fuga. Sonko è dietro le sbarre sin dal suo arresto, avvenuto all’inizio del 2017, in un centro per richiedenti l’asilo a Berna.

Dopo essere stato destituito nel settembre 2016 dal presidente dell’epoca, Yahya Jammeh, Sonko si era infatti rifugiato in Svizzera, dove aveva presentato una domanda d’asilo. Fino al suo arresto viveva indisturbato in questo centro per richiedenti asilo, dove era stato registrato.

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