I Servizi segreti svizzeri concedono l’accesso al dossier del criminale nazista Josef Mengele
A seguito di una rivalutazione basata su una precedente decisione, il Servizio delle attività informative della Confederazione svizzera renderà consultabile il dossier sul criminale nazista Josef Mengele.
In futuro sarà possibile avere accesso al dossier del criminale nazista Josef Mengele presso l’Archivio federale svizzero (AFS).
Lo ha reso noto lunedì il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), facendo riferimento a una decisione del Consiglio federale del 2001, che prevede questa prassi per i fondi archivistici valutati dalla “Commissione Bergier”Collegamento esterno.
Il dossier Mengele era stato costituito dal Servizio di polizia del Ministero pubblico della Confederazione, organizzazione che ha preceduto il SIC, e consegnato nel 2001 all’AFS. È pertanto il SIC ad essere competente per le domande di consultazione, si legge in una nota diffusa oggi dallo stesso SIC.
Dalla sua consegna, il dossier è soggetto a un termine di protezione esteso. Basandosi sulla legge in materia, il SIC ha finora respinto le domande di consultazione, l’ultima lo scorso febbraio. Contro questa decisione stato però depositato un ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF).
SIC cambia decisione
Nell’ambito di questa procedura il SIC ha effettuato varie verifiche, giungendo alla conclusione che per la valutazione della domanda di consultazione bisogna fare riferimento alla decisione del Governo del 7 dicembre 2001 relativa all’archiviazione dei documenti della Commissione Indipendente di Esperti Svizzera-Seconda Guerra mondiale (CIE / “Commissione Bergier”).
Quest’ultima incaricava i servizi federali di applicare una prassi liberale di accesso per i fondi archivistici federali da lei valutati. Anche il dossier Mengele figura fra questi documenti e rientra quindi nel campo di applicazione della decisione.
Alla luce di ciò, il SIC riconsidera la propria decisione del febbraio 2026 e ha prospettato al tribunale e al ricorrente l’emanazione di una nuova decisione. Il ricorrente otterrà così accesso al dossier a condizioni e modalità ancora da definire. Questi documenti saranno accessibili alle stesse condizioni anche in futuro, conclude il SIC, ricordando che le domande di consultazione richiedono ogni volta un’attenta ponderazione tra gli interessi della ricerca e del pubblico e quelli di protezione esistenti.
“Angelo della morte”
Nato nel 1911, Mengele è stato capo dei medici del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, conducendo esperimenti disumani, e spesso mortali, sui prigionieri. Considerato uno dei più efferati criminali nazisti, e soprannominato “Angelo della morte”, dopo la guerra riuscì a sfuggire al processo di Norimberga.
Dopo aver assunto una falsa identità, s’imbarcò per l’Argentina e riuscì a far perdere le sue tracce fino alla morte, avvenuta in Brasile nel 1979 e scoperta solo nel 1985, grazie a un test del DNA. Secondo gli storici nel 1956 avrebbe trascorso indisturbato le vacanze in Svizzera e nel 1961 avrebbe visitato sua moglie, che viveva a Kloten (canton Zurigo).
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