Sempre più difficile trovare appartamenti liberi in Svizzera
Per molte persone, cercare attualmente appartamenti liberi diventa una gara ad ostacoli. Quello che finora era un fenomeno prevalentemente urbano e limitato alle regioni turistiche si sta diffondendo sempre più in Svizzera. Per questo la Confederazione intende continuare a promuovere l'edilizia residenziale di utilità pubblica.
Tra il 2020 e il 2025, il tasso di appartamenti sfitti in tutta la Svizzera è sceso dall’1,72% all’1%, stando a quanto affermato oggi ai media dal direttore dell’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), Martin Tschirren. A suo parere, al momento non si prevede un’inversione di tendenza: l’attività edilizia continua a essere in ritardo rispetto alla domanda.
“La carenza di alloggi – ha specificato l’alto funzionario – è più evidente nel segmento dei prezzi bassi, ma sta interessando sempre più anche il segmento medio. Gli affitti offerti sono aumentati dal 3 al 5% all’anno”.
Il 26 settembre scorso, allo scopo di fronteggiare l’attuale crisi dell’alloggio dovuta alla crescita demografica, e con un occhio all’iniziativa UDC “No a una Svizzera da 10 milioni!”, il Consiglio federale aveva deciso di innalzare di 150 milioni di franchi i mezzi destinati all’edilizia di utilità pubblica.
Questi prestiti hanno una durata massima di 25 anni e sono soggetti a interessi. Negli ultimi vent’anni sono stati concessi in media prestiti per quasi 48 milioni di franchi all’anno e sono stati finanziati quasi 1400 appartamenti.
Secondo Felix Walder, responsabile della promozione dell’edilizia abitativa presso l’UFAB, negli ultimi tre anni sono stati richiesti prestiti per circa 74 milioni all’anno. Per il 2026 si prevede una somma simile. Tale incremento dovrebbe essere coperto dall’aumento previsto dal governo.
Secondo i dati delle cooperative d’abitazione svizzera, ossia la federazione dei committenti di immobili d’utilità pubblica, la domanda ha raggiunto livelli record e l’aumento previsto dalla Confederazione non è sufficiente. Per soddisfare la domanda sarebbero infatti necessari almeno 300 milioni.
Il Consiglio federale intende inoltre proseguire con lo strumento delle garanzie per la promozione dell’edilizia abitativa. La garanzia della Confederazione sui prestiti dell’Ufficio centrale di emissione per i costruttori di alloggi senza scopo di lucro migliora le condizioni di finanziamento. Secondo l’UFAB, il vantaggio in termini di interessi ammonta in media a 1’600 franchi per appartamento all’anno.
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Per questo il 5 dicembre scorso, il Consiglio federale ha proposto al parlamento di sostenere la realizzazione di alloggi a pigione moderata per il periodo 2027-2033 mediante un credito di 1,92 miliardi di franchi a garanzia soprattutto dei prestiti della Centrale di emissione per la costruzione di abitazioni (CCA). La richiesta al parlamento di un nuovo credito sostituirà quello per fideiussioni (1,7 miliardi), approvato nel 2021, che si esaurirà nel corso del 2027.
Anche in questo caso, però, non sono mancate le critiche dei costruttori di alloggi senza scopo di lucro. Per poter soddisfare tutte le richieste di finanziamento sarebbero necessari almeno 2,3 miliardi, precisa la associazione.
Ad ogni modo, adesso la palla è in mano alle camere federali. La relazione degli esperti sul pacchetto di sgravi 27, attualmente all’esame del parlamento, ha proposto di rinunciare a ulteriori versamenti nel Fondo di rotazione, ossia lo strumento finanziario alimentato da crediti federali e gestito da organizzazioni per promuovere l’edilizia abitativa di utilità pubblica. Il Consiglio federale non ha tuttavia inserito questa misura nel proprio messaggio.
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