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Sempre meno persone in Svizzera si sentono in forma

donna dorme
Sono sopratutto le persone giovani a sentirsi meno in forma. Keystone-SDA

Un calo significativo nella percezione del benessere fisico emerge da uno studio Sotomo, che evidenzia come sempre più persone in Svizzera – soprattutto giovani – si sentano affaticate, stressate e in cattiva salute rispetto a cinque anni fa.

La percezione di benessere fisico delle svizzere e degli svizzeri è peggiorata negli ultimi cinque anni: lo rivela uno studio pubblicato giovedì dall’istituto di ricerca Sotomo secondo cui solo l’11% della popolazione si sente in ottima salute. Nel 2020 tale percentuale era del 22%.

La tendenza negativa è più marcata tra i giovani adulti. La percezione della salute della popolazione in età lavorativa è peggiorata, mentre la percentuale di persone più anziane – e quindi più spesso in cattiva salute – è in aumento a causa dell’evoluzione demografica.

La quota di persone che soffrono di problemi di salute è leggermente progredita, secondo l’indagine di metà anno: il 38% degli intervistati si sente malato o in cattiva salute, un livello record dal 2020.

La percentuale di persone che si sono spesso sentite male è rimasta stabile. Poco più di un terzo di chi è stato intervistato ha indicato di essersi effettivamente ammalato, un valore simile a quello dei due anni precedenti. Anche il numero medio di giorni di malattia a persona è rimasto invariato a 4,6 giorni all’anno.

Più di due terzi (69%) ha dovuto lottare contro la stanchezza e l’affaticamento; il 49% ha lamentato dolori e il 41% stress.

Per la prima volta, Sotomo ha analizzato il sonno più da vicino. Risultato: solo un quinto della popolazione è esente da regolari problemi in questo ambito.

Anche in questo caso a essere particolarmente colpiti sono le e i giovani: quasi la metà delle e dei 18enni-35enni anni dichiara di non svegliarsi riposato, rispetto al 17% di chi ha più di 65 anni.

Sotomo ha realizzato lo studio per conto della cassa malattia CSS, raccogliendo i dati tra il 4 e il 25 giugno di circa 2’800 persone della Svizzera italiana, francese e tedesca.

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