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"Saranno superate le capacità degli ospedali svizzeri"

Corsie sempre più affollate nei nosocomi svizzeri Keystone / Gaetan Bally

L'impennata dei casi di coronavirus in questa seconda ondata mette a dura prova il sistema sanitario elvetico. Da lunedì saranno disponibili nuovi test rapidi nelle farmacie e presso gli studi medici.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 ottobre 2020 - 21:22
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG e Quotidiano del 30.10.2020)

Si sta accentuando la pressione sugli ospedali in Svizzera a causa della pandemia. Il presidente della commissione federale Covid-19, Martin Ackermann, sostiene che nelle prossime settimane si supererà il limite della capacità delle strutture sanitarie e potrebbero essere necessari nuovi provvedimenti per cercare di arginare la diffusione del Covid-19.

”Duecento letti supplementari di terapia intensiva ci fanno risparmiare, con i tassi attuali di incremento, 32 ore di tempo e rinviare gli interventi non urgenti negli ospedali aiuta ma non risolve il problema”, ha osservato l’esperto in microbiologia molecolare per il quale non si può contrastare la crescita esponenziale del coronavirus con misure lineari. “Meglio ci comportiamo ora e più breve sarà la durata della crisi”, ha spiegato Martin Ackermann.

Il servizio del TG:

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Sul fronte diagnostico c’è da registrare la possibilità, da lunedì prossimo, di effettuare test rapidi commercializzati nelle farmacie e negli studi medici. I cinquantamila kit che saranno disponibili ogni giorno, ha specificato l’Ufficio federale della sanità pubblica, sono principalmente rivolti alle persone con sintomi da meno di quattro giorni mentre non sono indicati per le categorie a rischio alle quali continuano a essere raccomandati i classici tamponi.

A livello epidemiologico nelle ultime 24 ore sono state segnalate 9'207 nuove infezioni nella Confederazione (154'251 in totale), 279 ricoveri in ospedale (6'979 in totale) e 52 decessi (su 2'037 complessivi). 

-Tutti i numeri del coronavirus in SvizzeraLink esterno.

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Intanto in Ticino preoccupano i nuovi focolai che si sono manifestati in alcune case anziani. Delle sette strutture per la terza e quarta età in cui sono stati segnalati dei contagi, due (gli istituti don Guanellla a Maggia e Castel San Pietro) risultano particolarmente toccate sia tra gli ospiti che tra il personale.

Sono infatti 44 i positivi su un totale di 115 anziani. Globalmente sono oltre la sessantina le infezioni (molte delle quali asintomatiche) diagnosticate in queste strutture, come riferisce il servizio del Quotidiano.

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Sempre nel cantone sudalpino di lingua italiana c'è da registrare la decisione delle autorità, in controtendenza con quanto prescritto precedentemente, di riaprire i locali erotici fino alle 23, come per gli altri esercizi pubblici. Con questo provvedimento Bellinzona si allinea al resto del paese dove questo tipo di locali continuano ad essere (per il momento) in attività, pur con l'applicazione di norme specifiche (numero massimo di 4 persone per tavolo, uso della mascherina, ecc.).

tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG e Quotidiano del 30.10.2020)


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