Scuole svizzere In due aule su tre la qualità dell'aria è insufficiente

L'Ufficio federale della sanità pubblica ha misurato la qualità dell'aria in cento aule scolastiche. Il verdetto: in due terzi è insufficiente.


Il problema potrebbe sembrare a prima vista relativamente insignificante. A torto, poiché – come rilevaLink esterno l'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) – "se la qualità dell'aria è insufficiente, la capacità di concentrazione e le prestazioni degli scolari ne risentono".

Lo studio, condotto in un centinaio di classi tra il 2013 e il 2015, si è focalizzato sulla concentrazione di anidride carbonica. In un ambiente aperto, questa concentrazione è di circa 400 ppm (parti per milione). All'interno, il tasso considerato 'ottimo' è di 1'000 ppm.

Solo in un terzo dei locali esaminati le misurazioni hanno dato un risultato sufficiente, mentre in due aule su tre il tasso ha superato i 2'000 ppm per più del 10% del tempo di lezione.

Per migliorare la situazione, l'Ufsp consiglia di arieggiare le aule in modo sistematico durante ogni pausa. Per venire in aiuto ai docenti, è stato messo a punto un simulatoreLink esterno, che permette di calcolare il tempo necessario per ricambiare l'aria in modo ottimale.

I risultati sono sorprendenti. Ad esempio, in un'aula di 200 m3 con 25 allievi, la qualità dell'aria sarà insufficiente già durante la seconda lezione se non si apriranno le finestre tra una lezione e l'altra per almeno dieci minuti.

grafico qualità dell aria
Ufficio federale della sanità pubblica

Più in generale, l'Ufsp sottolinea anche la necessità di "sviluppare e attuare un piano di ventilazione per ogni edificio scolastico di nuova costruzione e per ogni risanamento".

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