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Obolo di San Pietro, coinvolte banche e fiduciarie ticinesi

Più ombre che luci sulla gestione finanziaria di alcuni servizi del Vaticano. © Keystone / Ti-press / Gabriele Putzu

Lo scandalo è scoppiato poco più di un anno fa: le offerte dei fedeli per i bisognosi sono state utilizzate dai vertici finanziari della Segreteria di Stato vaticana per mettere a segno a Londra una «spericolata» operazione immobiliare.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 dicembre 2020 - 21:49

Da allora, gli investigatori stanno analizzando proprio alcuni flussi finanziari dei conti su cui transita appunto l'Obolo di San Pietro, l'insieme delle offerte di denaro fatte dai fedeli e inviate al Papa per essere redistribuite a sostegno della missione della Chiesa e delle opere di carità. Ma anche e soprattutto per il sostentamento dell'apparato vaticano.

Vittima dello scandalo, anche il cardinale Becciu. Secondo il settimanale l'Espresso, c'era "un vero e proprio metodo che ha contraddistinto la Segreteria di Stato sotto la direzione del cardinale Angelo Becciu". Cosa che non è piaciuta a papa Francesco. Per questo il cardinale a metà settembre ha presentato le sue dimissioni.

Ora, questi soldi sarebbero passati anche dal Ticino tramite fondi di investimento, banche e fiduciarie. Citata nell’inchiesta una fiduciaria la Sogenel con sede a Lugano, secondo le carte è lei gestiva fondi della Segreteria di Stato ed oggetto di una rogatoria vaticana. Indagati anche altri due residenti in Svizzera protagonisti della gestione dei fondi.

A difesa della fiduciaria ticinese parla il suo avvocato:

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Obolo di San Pietro

Monsignor Nunzio Galantino in un'intervista a Famiglia Cristiana ha ricordato che "Non siamo un'azienda. Il nostro compito non è fare profitti". Ancora Galantino ricorda che cosa deve gestire l'Obolo di San Pietro: «Parliamo di tutto ciò (denaro o immobili) che, nel tempo, con modalità e per scopi diversi, è entrato a far parte del Patrimonio della Santa Sede. Un patrimonio che ha una sola finalità: sostenere la vita e la missione della Chiesa nel mondo. Si tratta di un patrimonio in gran parte frutto di donazioni e offerte dei fedeli. Dal momento, poi, che non sempre quanto ricevuto è stato subito speso, si è provveduto anche a fare degli investimenti". 

Nel 2015, i conti e gli investimenti da fondi provenienti dall'Obolo avevano raggiunto la somma record di quasi 400 milioni di euro.

tvsvizzera.it/fra con RSI


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