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Triage in cure intense, "età e disabilità non sono un criterio"

Keystone / Eddy Risch

L'aggiornamento delle linee guida in uso nei reparti di cure intense chiarisce i criteri di scelta in caso di risorse insufficienti. Intanto anche economiesuisse chiede ulteriori restrizioni contro la pandemia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 dicembre 2020 - 22:00
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 17.12.2020)

Età, invalidità e demenza non sono criteri ammissibili per le decisioni di triage nei reparti di medicina intensiva in Svizzera qualora si verificasse una carenza di posti disponibili.

Lo indica in modo chiaro l'ultimo aggiornamento delle linee guida pubblicato giovedì dall'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) e dalla Società svizzera di medicina intensiva (SSMI).

Una precisazione che si inserisce nel piano nazionale elaborato dal Servizio sanitario coordinato della Confederazione (SSC), che mira a garantire lo sfruttamento ottimale di tutte le capacità di trattamento medico intensivo su tutto il territorio federale.

Prima di giungere quindi in singole strutture ospedaliere a decisioni a livello di triage tra pazienti gravi, che le due associazioni demandano proprio all'organo di coordinamento nazionale, occorrerà che le risorse disponibili in tutta la Svizzera siano state sfruttate appieno e nel modo più efficace.  

L'obiettivo delle linee guida è quello di creare chiarezza e criteri uniformi nell'intero paese, anche sulla base delle esperienze acquisite nel corso degli ultimi mesi, dopo che nelle precedenti versioni (la prima era stata pubblicata a marzo) alcuni passaggi erano formulati in modo succinto e potevano dare adito a fraintendimenti.

Anche gli imprenditori favorevoli a una stretta

Intanto, mentre varie organizzazioni di medici e personale sanitario e la stessa task force Covid-19 creata dal governo federale stanno moltiplicando gli appelli alla politica affinché vengano inasprite le restrizioni durante il periodo natalizio, anche l'associazione imprenditoriale economiesuisse ha chiesto provvedimenti più incisivi contro la pandemia (pur non arrivando a proporre un lockdown generalizzato).

La direttrice della più importante organizzazione economica Monika Rühl vuole sollecita interventi immediati quali la chiusura di bar e ristoranti poiché "ci troviamo purtroppo in una situazione sanitaria che è molto tesa e che si sta aggravando. Nel servizio del TG l'intervista alla dirigente economica.

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