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Sanija Ameti lascia Legislativo di Zurigo a marzo

Sanija Ameti
La 33enne ex Verde liberale, che era balzata agli onori della cronaca per aver postato un'immagine in cui sparava ad un'effigie raffigurante GesĂ¹ e Maria. Keystone-SDA

In attesa di processo per aver sparato a un'effigie religiosa, la consigliera comunale di Zurigo Sanija Ameti ha annunciato che non si ricandiderĂ  alle prossime elezioni per dedicarsi a nuove sfide professionali.

La consigliera comunale Sanija Ameti (indipendente) non si candiderĂ  per un nuovo mandato nel legislativo di Zurigo alle elezioni di marzo. La 33enne ex Verde liberale, che era balzata agli onori della cronaca per aver postato un’immagine in cui sparava ad un’effigie raffigurante GesĂ¹ e Maria, desidera dedicarsi a qualcosa di nuovo.

“Il mio mandato nel parlamento cittadino è stato incredibilmente appagante e formativo”, ha dichiarato Ameti all’agenzia Keystone-ATS. “Dopo quattro anni, ritengo che le possibilitĂ  di imparare qualcosa di nuovo nel Consiglio comunale siano limitate”. La 33enne, che sta concludendo il suo lavoro di tesi e vuole concentrarsi sulla carriera da giurista, desidera imparare ancora molte altre cose nella sua vita.

Ameti era stata eletta nel 2022 nel legislativo di Zurigo sulla lista dei Verdi liberali ed è tuttora membro della Commissione della gestione come indipendente.

Un gesto che fece scalpore

Nel 2024 era finita sui media a causa di alcune foto che aveva condiviso su Instagram. In queste immagini si vedeva lei che sparava una ventina di colpi con una pistola ad aria compressa su un’immagine di GesĂ¹ e Maria. Le aveva condivise con il commento “spegnere”.

In seguito a questo fatto, è stata accusata dal Ministero pubblico di perturbamento della libertĂ  di credenza e di culto e ha lasciato il suo partito. Il 28 gennaio dovrĂ  rispondere di questa accusa davanti al tribunale distrettuale di Zurigo. La procura chiede una pena pecuniaria, sospesa condizionalmente, di 100 aliquote giornaliere da 100 franchi, oltre a una multa di 2’500 franchi.

Nel frattempo Ameti ha pure perso il suo lavoro in un’agenzia di pubbliche relazioni e si è dimessa dalla co-presidenza del movimento Operazione Libero, che si era formato in seguito all’accettazione dell’iniziativa sull’immigrazione dell’UDC nel 2014.

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