Sanija Ameti condannata a una pena pecuniaria sospesa
Riconosciuta colpevole di aver turbato la libertà di credenza, la consigliera comunale di Zurigo Sanija Ameti è stata condannata a una pena pecuniaria sospesa e a una multa per aver pubblicato sui social la foto di un'immagine sacra a cui aveva sparato.
La consigliera comunale zurighese Sanija Ameti (senza partito, ex PVL), a processo mercoledì al Tribunale distrettuale di Zurigo per aver sparato a un’immagine sacra e averne pubblicato la foto sui suoi profili social, è stata condannata.
La corte l’ha riconosciuta colpevole di perturbamento della libertà di credenza e di culto e l’ha condannata a una pena pecuniaria sospesa di 60 aliquote giornaliere di 50 franchi ciascuna e a una multa di 500 franchi.
Il tribunale ha seguito la tesi del pubblico ministero, ma ridotto l’entità della sanzione. La procura chiedeva infatti una pena pecuniaria, sospesa condizionalmente, di 100 aliquote giornaliere da 100 franchi, e una multa di oltre 2’500 franchi.
L’oggi 34enne Ameti è stata processata perché il 6 settembre 2024, quando sedeva nel Legislativo cittadino quale rappresentante dei Verdi liberali (PVL), aveva condiviso sulla rete sociale Instagram una raffigurazione della Madonna col Bambino, entrambi col volto bucherellato dai proiettili, e una di sé stessa in posizione di tiro.
Il servizio del TG 20.00 della RSI del 28 gennaio 2026:
“Lei ha sparato colpi ai volti di un’immagine centrale del cristianesimo”, ha affermato il giudice pronunciando la sentenza. “In questo modo ha preso in conto la possibilità di ferire i sentimenti di cristiani devoti”. Secondo il tribunale, le minacce di morte ricevute da Ameti dopo il post sulla rete sociale e il massiccio dispiegamento di forze di polizia per il processo di oggi dimostrano che “la pace religiosa è stata turbata”. Fortunatamente, i cristiani sono pacifici, ha aggiunto il giudice.
“A suo favore, partiamo dal presupposto che non fosse sua intenzione denigrare il cristianesimo”, ha affermato il giudice giustificando una sanzione meno pesante di quella richiesta dalla procura. La corte ha pure tenuto conto del riaffioramento di esperienze traumatiche vissute dall’imputata durante la guerra in Bosnia. Anche il fatto che Ameti, dopo la sua “esercitazione di tiro per sfogarsi”, abbia perso il lavoro e compromesso la carriera politica ha contribuito a una riduzione della sanzione finanziaria – la pena pecuniaria viene infatti calcolata in base al reddito.
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