Sandoz: sempre in crescita, grazie soprattutto ai biosimilari
Nei primi nove mesi dell'anno, i ricavi di Sandoz sono cresciuti a 8,7 miliardi di dollari, spinti dal boom dei biosimilari che ha compensato la debolezza della divisione generici.
Sandoz ha continuato a crescere nel primi nove mesi: i ricavi del gruppo sono saliti a 8,7 miliardi di dollari (7,2 miliardi di franchi), con un incremento dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A cambi costanti la crescita si è attestata al 5%, ha indicato mercoledì il gigante farmaceutico renano. Il ritmo di espansione ha tuttavia rallentato nel terzo trimestre: il giro d’affari è aumentato del 5% al netto degli effetti valutari, contro il 7% del trimestre precedente. Nei primi tre mesi dell’anno la crescita era stata del 3%.
La divisione dei generici, la più grande del gruppo, ha risentito della persistente pressione sui prezzi di importanti principi attivi: nel periodo gennaio-settembre ha realizzato proventi per 5,8 miliardi di dollari, in flessione dell’1% a cambi costanti. Di segno opposto l’andamento dei biosimilari (medicinali molto simili a un farmaco di riferimento, ma non identici come i generici), che hanno registrato un balzo del 19%, raggiungendo 2,9 miliardi di dollari. Il comparto, più redditizio rispetto ai generici tradizionali, rappresenta uno dei principali motori di crescita dell’impresa. L’aumento della domanda ha però provocato nel terzo trimestre temporanee difficoltà di approvvigionamento in Europa e in altri mercati mondiali.
“Nel terzo trimestre Sandoz ha compiuto ulteriori progressi, a testimonianza della solidità di un portafoglio in espansione e del continuo slancio nel settore dei biosimilari”, commenta il CEO Richard Saynor, citato in un comunicato. “Abbiamo inoltre continuato a rafforzare le basi per la nostra crescita a lungo termine, ampliando la nostra pipeline di biosimilari a 40 prodotti e raggiungendo ulteriori traguardi con il nostro polo dedicato ai biosimilari in Slovenia”, aggiunge il dirigente 59enne di nazionalità inglese in carica dal 2019.
I risultati hanno però almeno in parte deluso le aspettative degli analisti e la borsa ha reagito negativamente: in mattinata l’azione Sandoz perdeva oltre l’1%, mostrandosi ancora meno tonica del mercato, che in generale era orientato a un ribasso frazionale. Dall’inizio dell’anno il titolo ha comunque guadagnato il 42% e ampiamente positive sono anche le performance sull’arco di dodici mesi (+63%) e di un lustro (+224%).
Sandoz è stata fondata nel 1886 dal chimico Alfred Kern e dal commerciante Edouard Sandoz quale fabbrica di prodotti chimici Kern & Sandoz. La ragione sociale Sandoz venne adottata nel 1939 e dagli anni Cinquanta il settore farmaceutico divenne preponderante a livello di giro d’affari. Nel 1996 l’impresa si unì a Ciba per dare vita a Novartis: nel 2003 Novartis riunì poi sotto il marchio Sandoz le sue aziende produttrici di farmaci generici. Vent’anni dopo, nel 2023, Sandoz è stata scorporata e quotata in borsa, riottenendo la sua indipendenza. Al momento l’azienda dà lavoro a oltre 20’000 dipendenti di 100 nazionalità e produce medicinali usati da un miliardo di pazienti. In portafoglio ha 1300 medicamenti. Nel 2025 il fatturato ha raggiunto 11,1 miliardi di dollari (9,1 miliardi di franchi al cambio attuale).
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