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Ignazio Cassis ha aperto a San Gallo la conferenza sull’antisemitismo

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La Svizzera detiene nel 2026 la presidenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Keystone-SDA

La lotta al crescente antisemitismo è al centro della conferenza dell'OSCE inaugurata a San Gallo dal consigliere federale Ignazio Cassis, primo evento della presidenza svizzera dell'organizzazione volto a definire misure concrete contro l'odio.

Il consigliere federale Ignazio Cassis ha aperto lunedì a San Gallo la prima conferenza nel quadro della presidenza annuale della Svizzera dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). L’evento, della durata di due giorni, è incentrato sulla lotta all’antisemitismo.

“Dover convocare un simile incontro a più di 80 anni dalla Shoah è profondamente preoccupante”, ha dichiarato Cassis nel suo discorso inaugurale. “L’odio persiste e si sta nuovamente trasformando in violenza e orrore, come abbiamo visto su una spiaggia australiana lo scorso dicembre (il riferimento è all’attentato di Bondi Beach, che ha fatto 16 morti, ndr) e come sperimentiamo quotidianamente in tutti i nostri Paesi”, ha continuato il ministro degli Esteri elvetico, citando pure l’aggressione a un ebreo ortodosso della scorsa settimana a Zurigo.

Il servizio del TG 20.00 della RSI del 9 febbraio 2026:

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Il crescente numero di episodi di questo genere nello spazio pubblico evidenzia il bisogno di agire, ha detto Cassis. L’odio inizia con le parole, con la stigmatizzazione e con l’indifferenza, motivo per cui è necessario intervenire tempestivamente, ha avvertito.

Clima inaccettabile

Il ticinese si è in seguito presentato davanti alla stampa, accompagnato dalla vice primo ministro del Liechtenstein Sabine Monauni, dal segretario di Stato presso il Ministero federale per gli affari europei e internazionali dell’Austria Sepp Schellhorn e dalla consigliera di Stato sangallese Laura Bucher.

L’intolleranza, ha messo in risalto Cassis rivolgendosi ai media, è in aumento non solo per quanto riguarda la comunità ebraica. Un clima generale di instabilità sta fomentando il risentimento verso i gruppi percepiti come diversi, ha affermato, definendo tutto ciò come “inaccettabile”. Il consigliere federale, reduce dai viaggi a Kiev e Mosca, ha ribadito come questi sentimenti siano alla base delle guerre.

Focus su giovani

L’obiettivo della conferenza di San Gallo, città con una lunga tradizione di dialogo interreligioso, è comprendere meglio la spirale che porta all’intolleranza e alla discriminazione, per poter contrastare con maggiore efficacia l’odio che ne deriva, precisa in una nota diffusa a margine dell’evento il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). L’attenzione si concentra in particolare sulla prevenzione tra i giovani, esposti alla violenza online.

La giornata odierna è stata dedicata allo scambio politico ad alto livello, si legge nel comunicato. Nelle discussioni successive, a porte chiuse, gli esperti parleranno degli approcci preventivi, delle attuali minacce nonché delle possibilità di intervento politico.

Istruzione e sport

Tra i principali temi trattati figurano l’istruzione e il dialogo, la protezione delle comunità colpite e lo sport quale spazio di inclusione e di sensibilizzazione. I dibattiti mirano a tradurre gli impegni già assunti dagli Stati partecipanti dell’OSCE – in particolare quelli sanciti nella dichiarazione sull’antisemitismo del 2014, adottata sotto la precedente presidenza svizzera – in misure concrete e orientate alla pratica.

Cassis, che lunedì si è pure intrattenuto bilateralmente con Monauni e Schellhorn, ha infine ricordato che l’incontro di San Gallo è il primo di una serie di conferenze internazionali che si terranno nella Confederazione per celebrare la presidenza elvetica dell’OSCE nel 2026. La prossima è in agenda al CERN di Ginevra nel mese di maggio.

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