San Gallo, il progetto per la nuova moschea suscita dibattito
Un acceso dibattito politico contrappone la comunità musulmana di San Gallo, che promuove la costruzione di una nuova moschea con fondi locali e trasparenza, alle perplessità dell'UDC sui rischi di un'influenza radicale e di finanziamenti esteri.
A San Gallo, il progetto di una nuova moschea da 15 milioni di franchi, destinata a sostituire l’attuale struttura divenuta troppo piccola, sta generando un acceso dibattito politico. L’edificio, che si estenderebbe su 1’000 metri quadrati, è promosso dalla comunità musulmana-albanese locale.
Mehas Aljia, imam della moschea “El-Hidaje”, ha sottolineato l’importanza della trasparenza per la comunità. “Vogliamo mostrare le nostre attività interne, le preghiere e gli incontri”, ha dichiarato al Telegiornale della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana RSI. L’imam ha precisato che i fondi proverranno esclusivamente da donazioni online e serate di raccolta fondi, escludendo finanziamenti o condizionamenti dall’estero.
Timore di finanziamenti da gruppi estremisti
Nonostante le rassicurazioni, l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) di San Gallo ha espresso forti perplessità, presentando un atto parlamentare al Gran Consiglio per chiedere chiarezza. Christian Vogel, gran consigliere UDC, ha manifestato timori riguardo a “strutture e leggi parallele, finanziamenti esteri e influenze dell’islam radicale”. Ha inoltre sollevato preoccupazioni sul rispetto dei valori svizzeri, la lingua tedesca e l’integrazione, chiedendo garanzie sull’origine dei fondi e sulla prevenzione di influenze fondamentaliste.
Il Partito socialista (PS, sinistra) sangallese ha criticato l’UDC, accusandola di voler strumentalizzare le paure della popolazione per fini elettorali. Alexandra Akeret, granconsigliera socialista, ha ricordato che l’imam ha chiarito la provenienza locale dei finanziamenti e la distanza dall’islam radicale. Ha inoltre evidenziato come la comunità musulmana di San Gallo, attiva dagli anni ’90, sia ben integrata e non abbia mai causato problemi, definendo le accuse dell’UDC “offensive”.
Il servizio del TG 20.00 della RSI del 15 aprile 2026:
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.