Sì all’IVA ridotta per il settore alberghiero, ma solo fino al 2031
Invertendo la sua decisione iniziale, il Consiglio nazionale ha approvato una proroga dell'aliquota speciale IVA per il settore alberghiero, optando però per una scadenza più breve al 2031, compromesso che ora passa al Consiglio degli Stati.
Il settore alberghiero ottiene una proroga in materia di IVA. Il Consiglio nazionale è d’accordo di prolungare l’aliquota speciale del 3,8% per i pernottamenti, ma soltanto fino al 2031 e non al 2035. Questo compromesso deve ancora ricevere l’avallo del Consiglio degli Stati.
In prima lettura, a giugno, la Camera del popolo aveva rifiutato di entrare in materia. Ma il Consiglio degli Stati si è opposto. Lunedì, il Nazionale è tornato sulla sua decisione, accettando con 102 voti contro 86 di prorogare l’aliquota ridotta per questo settore. Il Centro, così come un’ampia maggioranza dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) e del partito liberale radicale (PLR, destra), hanno seguito una proposta di Philipp Matthias Bregy (Centro).
Le e i parlamentari hanno tuttavia respinto una seconda proposta del vallesano di applicare l’aliquota speciale fino al 2035. Hanno optato per un periodo più breve, fino al 2031. In diversi/e hanno sottolineato che questa sovvenzione non rispondeva più a una necessità economica. Oggi, il settore registra 44 milioni di pernottamenti, un nuovo record, ha ricordato Emmanuel Amoos (Partito socialista – PS, sinistra).
Anche il Consiglio federale era contrario a questa proroga. L’aliquota ridotta per questo comparto economico rappresenta una perdita di gettito di 300 milioni di franchi all’anno.
L’aliquota speciale applicabile alle prestazioni del settore alberghiero è stata introdotta nel 1996, quale misura temporanea per sostenere questo comparto allora in crisi. Da allora, questa aliquota è stata prorogata sei volte, l’ultima nel 2017 fino alla fine del 2027.
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