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Svizzera e Iran, tra intese e incognite

Si è conclusa martedì la visita ufficiale in Svizzera del presidente iraniano Hassan Rouhani, visita all'insegna delle relazioni bilaterali e dell'accordo sul programma nucleare, con le incognite che il ritiro degli Stati Uniti ha portato con sé.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 luglio 2018 - 21:26
tvsvizzera.it/Zz/ats con RSI (TG del 03.07.2018)
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Berna e Teheran hanno confermato gli obiettivi della "road map" concordata nel 2016 al fine di intensificare i loro rapporti e la Confederazione ha ribadito il proprio sostegno all'accordo sul programma nucleare iraniano.

Al termine dell'incontro sono sono state firmate un'intesa sui trasporti e delle dichiarazioni d'intenti nell'ambito della salute, della ricerca e dell'innovazione.

Per quanto concerne l'annunciata reintroduzione delle sanzioni statunitensi dopo il ritiro di Washington dall'accordo sul programma nucleare di Teheran, la Svizzera si è impegnata a garantire che le transazioni per le merci umanitarie restino possibili anche in futuro. "La situazione attuale crea insicurezza e instabilità", ha deplorato il presidente della Confederazione.

Questo accordo è "nell'interesse dei paesi del mondo intero e della pace internazionale", ha dal canto suo sottolineato Rouhani. Il presidente iraniano ha insistito sulla necessità per "tutti i paesi" di rispettare l'intesa firmata nel 2015 dopo "lunghi e difficili negoziati", avvenuti in gran parte in Svizzera.

Incertezze commerciali

Durante i colloqui di martedì le due parti hanno discusso di  come poter continuare a sfruttare appieno il potenziale legato alle relazioni bilaterali. Queste dal 2016 si sono intensificate, ma il ritiro degli USA dall'accordo ha complicato non poco le cose. 

Diverse ditte svizzere stanno valutando se valga la pena continuare a trattare con Teheran. Per questo è stato ribadito che una commissione con rappresentanti elvetici e iraniani lavorerà per tentare di riportare la necessaria certezza giuridica. 

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