Ritrovato il patrimonio rubato a Ursula Andress
Un’indagine internazionale ha permesso di recuperare il patrimonio milionario sottratto all’attrice svizzera Ursula Andress, svelando una complessa rete di riciclaggio legata al suo ex gestore patrimoniale.
Un patrimonio milionario dato per “sparito” è stato recuperato grazie a un’indagine internazionale che ha svelato una sofisticata rete di riciclaggio. La Direzione distrettuale antimafia della Procura di Firenze, insieme alla Guardia di finanza, ha disposto il sequestro di beni, opere d’arte e disponibilità finanziarie per un valore di circa 20 milioni di euro. Secondo l’accusa, questi beni sarebbero legati alla gestione illecita del patrimonio dell’attrice svizzera Ursula Andress, parte offesa nell’inchiesta.
Andress, che ha compiuto 90 anni lo scorso 19 marzo, è celebre per essere stata la prima Bond Girl del cinema, immortalata con il leggendario bikini bianco in Agente 007 – Licenza di uccidere (1962) su una spiaggia del Mar dei Caraibi, davanti ad un incantato Sean Connery nei panni dell’agente segreto.
L’inchiesta ha origine in Svizzera, dove Andress aveva denunciato una progressiva depauperazione delle sue disponibilità finanziarie affidate a soggetti fiduciari. Le autorità elvetiche hanno rilevato operazioni opache e sofisticate, finalizzate a ostacolare la tracciabilità del denaro. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire un “percorso” di circa 18 milioni di franchi, poi reimpiegati in società estere, acquisti immobiliari e opere d’arte di pregio.
L’Italia entra nella vicenda quando emergono collegamenti significativi con la provincia di Firenze: a San Casciano Val di Pesa sono stati individuati 11 immobili e 14 terreni tra vigneti e oliveti, oltre a opere d’arte e ulteriori disponibilità finanziarie, tutti considerati frutto del riciclaggio.
La Procura fiorentina ha coordinato la complessa attività investigativa, trasformando le informazioni raccolte in Svizzera in una linea di indagine autonoma sul territorio nazionale. La Guardia di Finanza ha svolto analisi documentali, controlli bancari e ricostruzioni societarie, seguendo passo passo il cosiddetto “paper trail” del denaro illecito fino ai suoi investimenti finali.
Il giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze ha accolto la richiesta della Procura, disponendo il sequestro preventivo dei beni fino a concorrenza dell’intero profitto illecito, fino alla concorrenza della somma di 18 milioni di franchi.
La vicenda
A raccontare la vicenda è stata la stessa attrice attraverso il quotidiano elvetico Blick nel gennaio scorso. “Sono ancora sotto shock – ha raccontato in quell’occasione – sono stata scelta deliberatamente come vittima. Per otto anni sono stata adulata e manipolata. Hanno mentito senza scrupoli, sfruttando la mia fiducia in modo perfido e criminale”.
Il principale accusato è un ex gestore patrimoniale di Ginevra, già noto per controversie simili, tra cui un contenzioso con un erede della maison Hermès. Secondo le indagini citate dal giornale, l’ex gestore patrimoniale avrebbe drenato il patrimonio di Andress investendo in titoli di scarso valore e conducendo operazioni opache all’insaputa della cliente. Parte dei fondi sarebbe stata destinata all’acquisto di opere d’arte, misteriosamente intestate alla moglie del gestore.
Lo scorso luglio, messo alle strette dalle accuse, l’ex gestore patrimoniale avrebbe ammesso parte degli illeciti contestati. Solo due settimane dopo, è stato trovato morto: secondo la stampa nordalpina, si sarebbe tolto la vita, lasciando dietro di sé un labirinto di conti correnti e prestanome.
Nonostante il suicidio del presunto responsabile, la battaglia legale di Ursula Andress continua. Il management dell’attrice ha confermato la volontà di procedere per individuare eventuali complici.
“Speravo di vivere serenamente gli ultimi anni della mia vita – ha confessato Andress nell’intervista del gennaio scorso – invece sono stata ignobilmente truffata. Soffro d’insonnia, ansia e sono arrabbiata. Sto molto male e spero che i responsabili vengano puniti con la massima severità”.
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