Risultati 2020 Un anno da incorniciare per UBS. Ora tocca ad Hamers

Entrata con porta a vetri di stabile con insegna UBS; un uomo in abiti casual entra, uno in abito formale esce

L'anno del passaggio di consegne tra Sergio Ermotti e Ralph Hamers fa registrare un forte aumento dell'utile.

Keystone / Melanie Duchene

Il primo gruppo bancario svizzero UBS ha registrato nel 2020 un aumento dell'utile netto del 54,2%, a 6,63 miliardi di dollari. Balzo in avanti anche dell'utile prima delle deduzioni delle imposte, salito del 47,5% a 8,23 miliardi di dollari. Lo ha reso noto lo stesso istituto martedì, quando il nuovo CEO Ralph Hamers si è inoltre espresso sull'indagine per riciclaggio di cui è oggetto nei Paesi Bassi: "il procedimento si concluderà bene".

Nel solo quarto trimestre, i ricavi operativi di UBS sono cresciuti del 15,1% su base annua a 8,1 miliardi di dollari.

"È stato un anno difficile per i nostri clienti, i nostri colleghi e le nostre comunità. Questi risultati sono ancora più gratificanti", afferma citato in una nota Hamers, che ha preso il timone lo scorso mese di novembre, ereditando dal precedente CEO Sergio Ermotti un istituto solido.

Nella gestione patrimoniale globale, UBS ha attirato lo scorso anno 43,3 miliardi di dollari.

Come appurato in autunno, i chiari incrementi dell'utile sono da ricondurre principalmente al dinamismo delle attività di trading e agli introiti delle attività di gestione patrimoniale, nonché ad incassi una tantum.

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La banca pagherà un dividendo di 0,37 dollari ai suoi azionisti, contro 0,73 nel 2019. La direzione aveva già annunciato che i versamenti sarebbero stati ridimensionati a favore delle distribuzioni indirette attraverso il riacquisto di titoli.

Intanto, Ralph Hamers si è detto convinto che l'indagine per riciclaggio in corso nei Paesi Bassi si chiuderà in modo a lui favorevole e che il caso non intralcerà la sua attività in UBS. Esprimendosi per la prima volta sui nuovi sviluppi della vicenda -relativa al suo operato presso il precedente datore di lavoro, l'olandese ING- ha respinto ogni addebito: "Ho sempre agito in buona fede alla ING: pertanto ho piena fiducia che il procedimento si concluderà bene", ha affermato ai microfoni di radio SRF.

Il 54enne ha assicurato che quando saranno avviati gli accertamenti coopererà pienamente con le autorità e che la vicenda non lo distrae da quello che è il suo compito, cioè dirigere UBS, dove si dice impegnato al 120% con il suo team per il futuro della banca.

Nel 2018, il colosso bancario ING si era visto costretto a pagare 775 milioni di euro per lacune in materia di lotta al riciclaggio. Una sanzione frutto di un accordo con la procura: i dirigenti non erano stati quindi toccati. L'accordo è stato però impugnato da un difensore dei piccoli azionisti.

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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 26.01.2021)

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