Navigation

Liberata dopo 4 anni di prigionia nel Mali

Sophie Petronin con il presidente ad interim del Mali, Bah N'Daw subito dopo la liberazione. Keystone

Il Mali ha annunciato giovedì sera la liberazione dell'ostaggio franco-svizzera Sophie Pétronin - sequestrata quasi quattro anni fa - e del politico maliano Soumaïla Cissé, nelle mani dei rapitori da oltre sei mesi. LIberi anche gli italiani Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 ottobre 2020 - 13:03

La notizia giunge dopo che il governo di Bamako ha rilasciato un numero considerevole di jihadisti, sospetti o condannati, nell'ultimo fine settimana.

La presidenza della Repubblica dello Stato africano ha reso noto con un tweet la liberazione della 75enne Petronin e di Cissé. In seguito, da Roma è stata comunicata anche quella di due italiani, tra cui un sacerdote lombardo.

Secondo fonti locali citate dall'agenzia francese Afp, Petronin e Cissé si sono imbarcati su un aereo diretto a Bamako. Pochi i dettagli disponibili sull'operazione, definita complicata fino all'ultimo. Nessuna informazione è stata fornita sullo stato di salute dei diretti interessati.

Sophie Pétronin, nata a Bordeaux, lavorava da anni sul posto in ambito umanitario per una ONG da lei fondata quando, il 24 dicembre del 2016, è stata rapita a Gao. Gli autori farebbero parte di un gruppo jihadista associato ad Al Qaida.

Cissé, 70 anni, secondo per tre volte alle elezioni presidenziali ed ex ministro, era invece stato prelevato lo scorso 25 marzo. Il politico era impegnato nelle campagna per le legislative nella regione di Timbuctù.

Liberati anche due italiani

L'identità dei due italiani liberati è stata confermata da un portavoce del governo maliano: si tratta di Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio. Il primo, un sacerdote della diocesi di Crema, è stato sequestrato nel vicino Niger nel settembre 2018, mentre il secondo era sparito verosimilmente durante un vacanza.

Le nuove autorità di Bamako, insediatesi a interim di recente dopo un colpo di Stato militare, nel week-end hanno a loro volta scarcerato una grande quantità di prigionieri, presentati come jihadisti. Il numero preciso non è chiaro: si parla di 100, ma anche di oltre 200.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha descritto, in una nota diffusa dall'Eliseo, la liberazione degli ostaggi come "un immenso sospiro sollievo". Petronin, in possesso della doppia nazionalità, era l'ultima ostaggio francese in giro per il mondo, mentre nel Sahel rimangono reclusi diversi altri occidentali.

Il servizio del tg:

Contenuto esterno


tvsvizzetar.it/fra con RSI
 

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

I commenti a questo articolo sono stati disattivati. Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.