Banchieri ed Economiesuisse si oppongono ai requisiti patrimoniali per UBS
Sostenendo che creerebbe uno svantaggio competitivo per l'intera piazza finanziaria e indebolirebbe l'economia reale, l'Associazione svizzera dei banchieri ed Economiesuisse si oppongono fermamente al nuovo pacchetto di regole per UBS proposto dal Consiglio federale.
L’Associazione svizzera dei banchieri si oppone fermamente al pacchetto di regole per UBS proposto dal Consiglio federale. Secondo l’organizzazione le misure rischiano di inasprire ulteriormente e senza necessità i già stringenti requisiti svizzeri.
In una presa di posizione di lunedì il direttore Roman Studer chiede una visione d’insieme per evitare “doppioni e inutili oneri”. L’organismo sostiene inoltre che tali norme, sebbene mirate a UBS, creerebbero uno svantaggio competitivo strutturale per l’intera piazza finanziaria elvetica, aumentando i costi e indebolendo l’economia reale. L’ASB esorta quindi a valutare alternative proporzionate e coordinate a livello internazionale.
Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Economiesuisse. “Il previsto inasprimento della regolamentazione bancaria rischia di aumentare il costo del credito e di indebolire la piazza finanziaria elvetica”, argomenta la federazione delle imprese svizzere. “I requisiti in materia di fondi propri e liquidità sono certamente ragionevoli, ma i responsabili politici non devono trascurare le loro conseguenze per l’economia reale”.
Le reazioni di ASB ed Economiesuisse si inseriscono nell’ambito della procedura di consultazione del progetto del Consiglio federale che si è conclusa venerdì. Anche diversi partiti – come già emerso – hanno sollevato critiche.
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