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Requisiti patrimoniali più severi per UBS dopo il caso Credit Suisse

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Via libera del Consiglio degli Stati al compromesso su UBS Keystone-SDA

A seguito del crollo di Credit Suisse, il Consiglio degli Stati ha imposto a UBS di coprire le filiali estere con il 90% di capitale di prima classe, scegliendo una via di mezzo tra la proposta del governo e quella sostenuta dalla banca.

In futuro, sulla scorta delle esperienze maturate col tracollo di Credit Suisse e per evitare un nuovo intervento dello Stato in caso di crisi, UBS dovrà garantire una copertura delle filiali estere per il 90% con capitale di base di prima classe (CET1).

Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati, discostandosi sia dalla proposta della sua commissione, sia da quella del Consiglio federale, che chiedeva una copertura del 100%.

La commissione preparatoria proponeva una copertura delle filiali estere per il 50% con capitale di base di prima classe e per il 50% con obbligazioni AT1 (Additional Tier 1). Attualmente vige la regola del 45% di capitale di base più il 17% in obbligazioni AT1.

Nei giorni scorsi, il CEO della grande banca elvetica, Sergio Ermotti, si era detto a favore di questa proposta che, secondo lui, non penalizzava eccessivamente l’istituto rispetto ai concorrenti. Lo stesso Ermotti si era espresso contro la soluzione prospettata dal Consiglio federale, giudicata troppo costosa.

Il servizio del TG 20.00 della RSI del 22 settembre 2026:

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Il “lobbismo” di UBS, banca sostenuta in questa “crociata” dalle maggiori organizzazioni economiche, ha trovato eco positiva in commissione che ha elaborato una soluzione al ribasso rispetto a quella del Governo. Soluzione che oggi, anche grazie all’opera di convincimento della “ministra” delle finanze, Karin Keller-Sutter, è stata respinta a vantaggio di un altro compromesso presentato dal Centro e poi appoggiato dalla maggioranza del plenum (29 voti a 16).

La stessa Keller-Sutter, verso la fine del suo intervento, si è detta anche disposta ad accettare una copertura del 90%. Ma prima che si giungesse al voto, la consigliera federale sangallese ha ribadito la bontà della proposta governativa, che tra l’altro gode del sostegno della Banca nazionale, della FINMA e degli esperti.

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