Relazione tra giudici federali, un ex presidente chiede sanzioni
Un ex presidente del Tribunale federale (TF), Ulrich Meyer, chiede oggi sulla stampa che i giudici federali che hanno intrattenuto una relazione amorosa si dimettano. Esige inoltre che vengano adottate misure nei confronti della commissione amministrativa del TF.
Nascondendo la loro relazione amorosa, i giudici Yves Donzallaz e Beatrice van de Graaf hanno “consapevolmente lasciato sprofondare il Tribunale federale in una crisi istituzionale”, afferma Meyer in un’intervista pubblicata dai giornali del gruppo CH Media. Questa situazione richiede imperativamente le loro dimissioni immediate o, quantomeno, che rinuncino a ricandidarsi alle elezioni di settembre, secondo l’ex giudice.
La legge vieta alle “persone che fanno stabilmente vita comune” di sedere contemporaneamente nella più alta giurisdizione del Paese, al fine di preservarne l’indipendenza, ricorda Meyer.
Non paragonabile, dice Meyer
Per Meyer, la commissione amministrativa, l’organo superiore di direzione e gestione del TF, non può sottrarsi alle proprie responsabilità. Ha inoltre indicato di essere stata a conoscenza di una relazione sentimentale tra i due giudici, osserva.
“Una semplice relazione intima può già compromettere l’indipendenza giudiziaria e deve quindi essere oggetto di un esame approfondito”, prosegue l’ex presidente del TF, sottolineando che i membri della commissione amministrativa devono trarne le conseguenze per consentire un nuovo inizio.
Meyer, che aveva avuto una relazione amorosa con una cancelliera del dell’allora Tribunale federale delle assicurazioni a Lucerna, rifiuta di paragonare le due situazioni. Dice di aver dimostrato totale trasparenza sulla sua relazione e di aver informato l’intero collegio dei giudici quando essa è terminata.
Un rapporto di esperti esterni è atteso per fine giugno per chiarire la situazione riguardo alla relazione tra i due giudici federali. Nel frattempo, ai magistrati è stato autorizzato di sedere senza restrizioni presso la rispettiva corte.
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