Referendum sul materiale bellico: ci sono le firme
Avendo raccolto le firme necessarie con un mese di anticipo, il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) ha annunciato che depositerà a metà aprile il referendum contro l'allentamento della legge sul materiale bellico.
Il referendum contro l’allentamento della legge sul materiale bellico potrà essere depositato presso la Cancelleria federale a metà aprile. Lo ha comunicato venerdì il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE).
L’alleanza composta da partiti, organizzazioni pacifiste, ONG e associazioni ecclesiastiche avrebbe avuto ancora un mese di tempo per raccogliere le 50’000 firme necessarie per il referendum. Secondo quanto dichiarato dallo stesso GSsE (anche nota con l’acronimo tedesco GSoA), sono già stati raccolti oltre 62’000 autografi.
La validità delle firme sarà verificata dai Comuni nelle prossime settimane. Il 17 aprile saranno poi depositate alla Cancelleria federale, si legge in un comunicato.
Il fatto che le firme necessarie per un referendum sul materiale bellico siano già state raccolte un mese prima della scadenza testimonia, secondo l’organizzazione, “un rifiuto diffuso della modifica di legge approvata dal Consiglio federale e dal Parlamento”.
Attualmente è vietato esportare materiale bellico svizzero in Paesi coinvolti in conflitti interni o internazionali. Con il nuovo progetto di legge, in futuro le aziende elvetiche potrebbero fornire materiale bellico anche a 25 Paesi occidentali, qualora questi si trovassero in un conflitto armato. Il Consiglio federale avrebbe un diritto di veto.
Lo scorso maggio il GSsE aveva deciso di lanciare un referendum. L’azione è sostenuta, tra gli altri, dal Partito socialista (PS), dai Verdi, dal partito evangelico (PEV), Terre des hommes, Public Eye e Justitia et Pax.
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