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Dopo l’addio all’FM, la radio SSR perde una quota di mercato

radio dab/fm
La SSR ha detto addio alle onde corte alla fine del 2024. Keystone-SDA

La SSR ha perso quota di mercato radiofonico dopo lo spegnimento delle onde ultracorte a fine 2024, mentre le radio private - ancora attive in FM - hanno guadagnato ascoltatori, soprattutto nella Svizzera italiana, dove la RSI ha registrato un calo del 27%.

Nel primo semestre dell’anno, le emittenti radiofoniche della SSR hanno perso 6 punti percentuali della loro quota di mercato in seguito all’addio alle onde ultracorte (OUC) alla fine del 2024. È quanto emerge dagli ultimi dati di Mediapulse.

Le radio private – che trasmettono ancora in OUC fino alla fine del 2026 – hanno beneficiato dello spegnimento da parte della Società svizzera di radiotelevisione (SSR) il 31 dicembre 2024 a mezzanotte dei ripetitori delle onde ultracorte, chiamate impropriamente FM.

Tuttavia, la SSR rimane leader del mercato radiofonico con una quota del 53%. L’andamento dei dati sulla fruizione della radio è in linea con le aspettative, indica l’azienda radiotelevisiva di servizio pubblico in una nota. In effetti, la SSR aveva già pubblicato in aprile dati d’ascolto relativi al primo trimestre, che mostravano un quadro quasi identico in termini di flessione e di quota di mercato.

“Il calo generale della penetrazione della radio come mezzo di comunicazione è da ricondurre al progressivo mutamento delle abitudini di fruizione dei media”, viene precisato.

Svizzera italiana particolarmente colpita

L’ultimo sondaggio Mediapulse rivela differenze tra le regioni linguistiche: mentre la perdita di penetrazione netta delle emittenti radiofoniche della SRF rispetto al primo semestre del 2024 è stata di 7,7 punti percentuali, il calo delle radio della RTS in Romandia è stato di 8,0 punti e addirittura di 14,1 punti per quelle della RSI nella Svizzera italiana.

Ciò corrisponde a una flessione del 18% per le radio SRF, del 23% per quelle della RTS e del 27% per la RSI. La penetrazione netta misura quante persone ascoltano un determinato programma radiofonico almeno una volta al giorno. Mediapulse utilizza orologi speciali per la misurazione.

Calo della penetrazione di Radio SRF

Secondo la SSR, nella prima metà dell’anno la penetrazione di Radio SRF 1 nella Svizzera tedesca è scesa da 1’083’600 a 850’600 ascoltatori, mentre quella di Radio SRF 3 è passata da 896’300 a 658’000 ascoltatori.

Le radio private hanno beneficiato dell’addio della SSR alle OUC. Stando al comunicato, le dodici stazioni radio di CH Media raggiungono ogni giorno oltre 1,8 milioni di ascoltatori. Si tratta di un aumento del 10% rispetto all’anno precedente.

La radio privata più ascoltata nella Svizzera tedesca è stata Radio Pilatus. L’emittente regionale della Svizzera centrale ha raggiunto ogni giorno circa 241’000 persone, con un aumento del 9%. Al secondo posto c’è Radio 24, anch’essa di CH Media, con 237’000 ascoltatori. Segue Radio Zürisee di Rapperswil-Jona (SG) con 219’040 ascoltatori.

Flessione delle emittenti RSI e RTS

Nella Svizzera italiana, da gennaio a giugno Rete Uno è passata da 103’700 ascoltatori a 77’200, mentre Rete Tre da 79’100 a 49’000. Dal canto loro, le emittenti private svizzere – tra cui Radio Ticino e Radio3i – sono progredite da 119’200 a 140’900 persone e quelle estere da 44’600 a 53’500.

Lo stesso trend si è verificato nella Svizzera romanda: nei primi sei mesi del 2025, RTS Première è passata da 393’800 a 317’770 ascoltatori, mentre RTS Couleur 3 da 123’200 a 67’100. Da parte loro, le emittenti private svizzere sono progredite da 639’900 a 726’900 persone, mentre quelle estere da 228’000 a 260’600.

Radio romande: prolungare le vita delle OUC

E proprio oggi le Radio Regionali Romande (RRR) hanno chiesto di poter prolungare la vita delle emittenti OUC oltre la fine del 2026. Sebbene abbiano guadagnato ascoltatori rispetto alla RTS, tuttavia varie persone si sono rivolte alle radio private francesi, ha precisato RRR in una nota. Visto il calo degli ascolti registrato dalla RTS, “la sopravvivenza di diverse stazioni radiofoniche regionali dipende direttamente dal proseguimento delle trasmissioni in FM per alcuni anni”, viene sottolineato.

Sul tema si è di recente espressa anche la politica. All’inizio di luglio, la commissione competente del Nazionale ha approvato una mozione che chiede al Consiglio federale di rinunciare alla disattivazione delle radio OUC alla fine del 2026. Il Governo dovrà invece prorogare le attuali concessioni o indire una nuova gara pubblica per la loro attribuzione a partire dal 2027. Il Parlamento deve ancora pronunciarsi.

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