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“Qui vit encore” di Nicolas Wadimoff vince “Prix de Soleure”

Il regista ginevrino Nicolas Wadimoff.
Il regista ginevrino Nicolas Wadimoff. Keystone-SDA

Alle Giornate cinematografiche di Soletta, il documentario "Qui vit encore" sui sopravvissuti di Gaza si è aggiudicato il "Prix de Soleure", mentre il "Prix du public" è andato al film ticinese "Becaària" di Erik Bernasconi.

Il documentario “Qui vit encore” del regista ginevrino Nicolas Wadimoff ha vinto il “Prix de Soleure” alla 61esima edizione delle Giornate cinematografiche di Soletta. Con “Becaària” il ticinese Erik Bernasconi ha invece ottenuto il “Prix du public”.

Il principale premio, dotato di 60’000 franchi, è andato alla pellicola “Qui vit encore”, che è stata presentata alla Mostra del cinema di Venezia e ha vinto il Premio Cinema & Arts. Il film dà voce a nove sopravvissuti a Gaza, indicano gli organizzatori in una nota.

I nove profughi raccontano la loro vita precedente, la perdita dei loro cari e il tentativo di ritrovare una nuova vita. Condividendo le loro storie, i protagonisti cercano di riconnettersi con loro stessi, di non essere più dei fantasmi.

Secondo la motivazione della giuria, “con la sua forma e il suo contenuto, il film di Wadimoff ha saputo affrontare un compito estremamente difficile: creare un contesto lontano dal teatro di guerra per trasmettere una migliore comprensione della distruzione fisica e delle vittime umane”. “Il film ha suscitato una forte eco emotiva”, viene ancora precisato.

“Prix du public” a “Becaària”

Dal canto suo, il “Prix du public” – assegnato sulla base di una votazione online del pubblico e dotato di 20’000 franchi – è andato quest’anno a “Becaària” di Erik Bernasconi. Il film, ambientato negli anni ’70, accompagna il sedicenne Mario, che vive in un piccolo villaggio del Ticino. Mentre la società che lo circonda cambia sotto molti aspetti, lui fa i suoi primi goffi tentativi di avvicinamento, ha difficoltà a scuola e litiga continuamente con suo padre, che sembra non capirlo, viene precisato.

Quando Mario viene mandato in montagna per l’estate a lavorare come contadino, grazie ad alcuni incontri inaspettati impara molto sulla vita, sull’amore e soprattutto su se stesso. Il film è l’adattamento cinematografico del libro “Il becaària” dello scrittore ticinese Giorgio Genetelli, pubblicato nel 2011.

Anche premio “Visioni” a film “ticinese”

Da notare che anche il premio “Visioni” – destinato alle opere prime o seconde e pure dotato di 20’000 franchi – è stato assegnato sabato al documentario “Nessuno vi farà del male” del regista Dino Hodic, cresciuto in Ticino ma di origine bosniaca. Nella pellicola, si segue uno dei pochi sopravvissuti di Srebrenica, che ripercorre un viaggio alla ricerca della sua identità trent’anni dopo il massacro.

“Attraverso un montaggio sottile di materiali d’archivio e immagini del presente, il regista riesce a portare la storia nel tempo attuale, conferendo a eventi legati a un Paese e a un’epoca precisi una dimensione universale, che risuona con forza nel mondo di oggi”, si legge nella motivazione della giuria.

Bilancio positivo

La 61a edizione delle Giornate cinematografiche di Soletta si è conclusa ufficialmente questa sera con un bilancio positivo: con circa 65’000 ingressi, il numero di visitatori è rimasto allo stesso livello dell’anno precedente, hanno sottolineato gli organizzatori.

“L’elevato numero di spettatori a molte proiezioni riflette l’importanza del cinema svizzero. I film elvetici approfondiscono storie che (facilitano) la nostra comprensione del Paese dall’interno e offrono uno sguardo esterno sulla Svizzera”, ha dichiarato Niccolò Castelli, direttore artistico delle Giornate cinematografiche di Soletta, citato nella nota. “Proprio in questo momento storico vediamo quanto sia importante per il pubblico contestualizzare i film e classificarli in base al loro contenuto”, ha aggiunto Castelli.

Il servizio del TG 20.00 della RSI del 28 gennaio 2026:

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