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Quattro mesi nelle moschee svizzere

Un giornalista in incognito porta alla luce la realtà dell'islamismo nella Confederazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 ottobre 2016 - 20:43

L'inchiesta svolta da un giornalista tedesco di origine pakistana. Per quattro mesi ha frequentato in incognito alcune moschee svizzere. Un racconto che è stato pubblicato dalla SonntagsZeitung e che Shams Ul-Haq (questo il nome del giornalista) ha ripercorso con noi, parlando anche della moschea di Winterthur, da più parti accusata di essere un luogo di radicalizzazione islamica.

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