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Quando i milanesi fermarono l’avanzata dei Confederati

Ricostruzione storica della battaglia di Arbedo.
Francesco Bussone da Carmagnola in una ricostruzione storica della battaglia di Arbedo. © Keystone / Ti-press / Davide Agosta

La battaglia di Arbedo del 30 giugno 1422 segnò per alcuni decenni l'arresto dell'espansione dei Confederati a sud delle Alpi. Un esercito forte di 16'000 uomini (tra cui 5'000 cavalieri) riunito rapidamente e in gran segreto dal condottiero e conte di Carmagnola Francesco Bussone, sorprese e sconfisse i Confederati (con soli 2'500 uomini) nel loro stesso accampamento.

Nell’aprile del 1422 una richiesta del duca di Milano Filippo Maria Visconti di ricomprare ai cantoni di Uri e Obvaldo la città e le fortezze di Bellinzona (ceduti nel 1419 dai signori de Sacco) fu respinta da Confederati. Al rifiuto, il duca affidò la riconquista al conte di Carmagnola, il quale in pochi giorni si impadronì di Bellinzona, della Riviera, di Blenio e della Leventina fino al monte Piottino.

E quanto accadde 600 anni fa è stato rievocato sabato ad Arbedo Castione alla presenza di ospiti illustri fra cui il presidente della Confederazione.

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La battaglia

Gli Urani non tardarono però a rispondere e, avvalendosi anche delle truppe alleate arruolate in Leventina, in Nidvaldo, a Lucerna e a Zugo, dopo aver assediato invano Bellinzona, si accamparono nei pressi di Arbedo in attesa dei rinforzi inviati da Svitto, Glarona e Zurigo.

Vennero, tuttavia, sorpresi dal nutritissimo esercito allestito da Bussone e, dopo un furibondo combattimento, le truppe confederate furono costrette ad arretrare e a riparare sui contrafforti del monte Arbino per poi battere in ritirata (dopo aver comunque guadagnato la riva destra della Moesa).

Una battaglia molto cruenta, che fece registrare pesanti perdite costituite da centinaia di morti in entrambi gli schieramenti. Uri e Obvaldo rinunciarono così ai territori situati a sud del monte Piottino, ma qualche anno dopo, nel 1426, riuscirono perlomeno a stipulare un primo capitolato di pace tra il San Gottardo e Milano, che aiutò a ristabilire le franchigie doganali ottenute dagli Svizzeri agli inizi del secolo.

A seguito della battaglia di Arbedo sorsero importanti divisioni tra i Confederati, sia tra coloro che avevano partecipato alla battaglia, sia tra coloro che si erano astenuti come ad esempio la città di Berna, oppure chi si era limitato a rispettare le clausole dei patti di alleanza inviando semplicemente dei rinforzi, come Zurigo, arrivato per giunta troppo tardi.


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