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Nuove regole per le importazioni di vegetali

Dal primo gennaio i privati che vogliono importare in Svizzera frutta, verdura e piante da paesi extra-UE possono farlo solo con un certificato fitosanitario. Una misura che sta riempiendo le celle frigorifere degli aeroporti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 gennaio 2020 - 13:44
tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 14.1.2020)
Tra il 2012 e il 2017 le importazioni di manghi in Svizzera sono quasi raddoppiate. Keystone / Piyal Adhikary

Il provvedimento è volto ad evitare la proliferazione di parassiti e malattie varie che possono nascondersi in questi prodotti, con tutte le conseguenze del caso per la flora svizzera. L'anno scorso, ad esempio, la cimice asiatica ha causato oltre tre milioni di franchi di danni ai produttori di frutta svizzeri.

Queste regole più severe fanno seguito a quelle entrate in vigore nell'Unione Europea il 14 dicembre scorso.

La misura sta dando non poco lavoro ai doganieri impiegati negli aeroporti. A Ginevra, ad esempio, in una sola mattinata sono stati sequestrati 30 chili di frutta e verdura. I prodotti sono conservati nelle celle frigorifere, prima di essere inceneriti da una ditta specializzata.

Da un test effettuato il 13 novembre scorso allo scalo di Zurigo-Kloten è risultato che nel corso di una sola giornata nei bagagli dei viaggiatori scesi dai voli intercontinentali si trovavano circa 170 chili di vegetali. Sull'arco di un anno, si stima quindi che entrerebbero in Svizzera circa 60 tonnellate di frutta, verdura, piante e sementi.

Gli unici frutti che possono continuare ad essere importati senza un certificato fitosanitario sono l'ananas, la noce di cocco, il durian, la banana e i datteri.

Il servizio del TG dall'aeroporto di Ginevra-Cointrin:

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