Proteste a Berna contro i tagli alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili
A Berna, sulla Piazza Federale, Salute Sessuale Svizzera ha lanciato martedì un appello contro i tagli annunciati al programma nazionale di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.
“No” ai tagli annunciati al programma nazionale di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. È questa la richiesta avanzata martedì su Piazza Federale a Berna da Salute Sessuale Svizzera, a nome della “coalizione per una politica sanitaria responsabile”, che riunisce 48 organizzazioni attive nel settore.
Da 40 anni, la Svizzera investe in programmi di prevenzione che si sono dimostrati efficaci. Nel 2023, il Consiglio federale ha fissato l’obiettivo di fermare la trasmissione dei virus dell’HIV e dell’epatite B e C entro il 2030. Un obiettivo che rischia di essere compromesso dai tagli annunciati lo scorso febbraio all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), considerati insensati da chi martedì è sceso in piazza.
“Spendere nella prevenzione permette di evitare costi più importanti: curare una persona affetta da HIV costa un milione di franchi, cifra che incide sui costi della salute. Prevenire permette prima di tutto di far sì che le persone restino in buona salute – e sul lungo periodo si risparmia”, ha dichiarato Léonore Porchet, presidente di Salute Sessuale Svizzera.
Il servizio del TG 20.00 della RSI del 16 settembre 2025:
L’azione di martedì mira a sensibilizzare il Parlamento, ma non tutti ritengono che sia l’interlocutore giusto. Il consigliere nazionale Alex Farinelli (PLR, destra) ha infatti affermato: “Il problema è che la protesta non va presentata al Parlamento, ma all’UFSP che non ha un problema di budget perché già solo tra il 2025 e il 2026 riceverà 22 milioni in più. Ho piena comprensione per chi protesta oggi, ma il Parlamento non ha deciso di tagliare questi programmi, ha dato semplicemente all’UFSP il compito d’impiegare meglio le sue risorse”. I tagli, ha aggiunto, dovrebbero essere operati all’interno dell’UFSP “e non su questi programmi che sono estremamente importanti”.
Eppure, nel comunicato diffuso a febbraio, l’UFSP ha annunciato l’intenzione di risparmiare 11 milioni di franchi all’anno a partire dal 2026. Salute Sessuale Svizzera chiede che questo non avvenga a spese della prevenzione. Una prevenzione, si sottolinea, “per tutta la popolazione!”.
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