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Passerella sul Lago Maggiore, tra entusiasmo e criticità

Ispirata ai Floating Piers dell'artista Christo sul lago di Iseo, la passerella che dovrebbe collegare Ascona con le isole di Brissago entusiasma gli amministratori locali e gli operatori del turismo del cantone. Ma più il progetto si concretizza, più si moltiplicano i dubbi e le criticità, sollevate da più parti. L'approfondimento della Radiotelevisione svizzera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 novembre 2018 - 10:40
tvsvizzera.it/Zz con RSI (Il Quotidiano del 05.11.2018)
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Ascona e la regione sono confrontati con un calo costante di turisti, specialmente nella stagione invernale. Per questo, agli amministratori locali e agli operatori turistici della regione, il progetto della società Walk on Water (Wow - camminare sull'acqua) piace molto. 

L'opera, una passerella lunga 3,2 chilometri e larga 14 metri che in linea retta collegherebbe Ascona alla più grande delle isole di Brissago, avrebbe una vita limitata, 5 anni. Sarebbe dunque molto più longeva dell'opera di Christo a Iseo, con la quale avrebbe in comune il tipo di materiale e la tecnica di costruzione.

Un "sentiero" sull'acqua. RSI-SWI


La durata dell'installazione è la risposta dei promotori alle preoccupazioni di chi teme che, come successo a Iseo, la passerella sia presa d'assalto da migliaia di persone, intasando strade e mezzi pubblici. 

Un progetto da 25 milioni di franchi, forniti quasi esclusivamente da privati. Il cantone, che ha definito di interesse pubblico l'opera, dovrebbe contribuire con un milione di franchi. 

"Una mercificazione del paesaggio"

Le critiche, tuttavia non mancano. Prima di tutto c'è a chi la passerella, semplicemente, non piace. "È una mercificazione del paesaggio", ha detto alla Radiotelevisione svizzera Benedetto Antonini, della Società ticinese per l'arte e la natura (Stan), secondo il quale ci sono dei valori della zona, come la tranquillità e la poesia delle isole, che sono più preziose e "vanno al di là di questa kermesse".

Dubbi legali

Una seconda obiezione è dal punto di vista legale. Per permetterne la creazione, il cantone ha inserito la passerella nel piano cantonale dei sentieri. Tuttavia, il fatto che una via larga come un'autostrada, formata da 220 milioni di galleggianti e (soprattutto) con ingresso a pagamento sia considerata un sentiero lascia perplessi molti, anche i gestori della rete escursionistica ticinese, che sentono di non avere molto a che fare con il progetto.

Se il Governo approverà la modifica del piano cantonale, questa decisione potrebbe diventare oggetto di ricorso al Tribunale amministrativo. Per ora però, nessuno si è voluto ancora sbilanciare. 

Ci sono poi le problematiche legate alla navigazione, alla sicurezza in caso di intemperie, alla gestione del traffico su tratti di strada già congestionati, per citarne alcune. 

Sono molti, insomma, gli ostacoli al progetto e l'apertura entro la fine del prossimo anno, auspicata dai promotori, resta forse un po' ottimistica.

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