Pro e contro Dal Vallese le misure più severe per salvare la stagione invernale

Il Cervino sullo sfondo e la bandiera vallesana in primo piano.

La stagione invernale in Vallese è troppo importante per metterla a rischio. Il Cantone ospita le rinomate stazioni sciistiche di Zermatt, Saas-Fee, Crans-Montana e Verbier solo per citare le più famose.

Keystone / Jean-christophe Bott

Il Canton Vallese ha adottato una serie di misure draconiane per lottare contro l'epidemia di coronavirus. Tra di queste figurano la chiusura dei ristoranti alle 22, le partite calcio e hockey su ghiaccio senza pubblico, nonché il divieto di raduni di oltre 10 persone su suolo pubblico e privato.

Queste misure, hanno spiegato le autorità, sono necessarie in quanto il Vallese è attualmente il cantone svizzero più colpito dalla pandemia. Il numero di contagi è triplicato nell'ultima settimana e il tasso di positività per i test effettuati è salito al 28,5% (contro il 16,4% della settimana precedente).

Il numero dei ricoveri continua a crescere in modo particolarmente preoccupante, e c'è il concreto rischio che l'Ente ospedaliero non sia più in grado di assorbire l'afflusso di pazienti. Di fronte a questa osservazione, il governo cantonale afferma di non aver avuto altra scelta.

Come si vede nel grafico, il Canton Vallese conta 1038 casi su 100'000 abitanti, un'incidenza altissima paragonata soprattutto ad altri cantoni elvetici. Questo ha portato il governo cantonale a prendere misure molto più severe rispetto agli altri cantoni.

Le decisioni sono entrate in vigore giovedì 22 ottobre e resteranno valide fino al 30 novembre al più tardi. Se vogliamo salvare la stagione invernale "dobbiamo agire subito", ha detto il consigliere di Stato Christophe Darbellay. Non è detto che nei prossimi giorni altri cantoni seguano la strada vallesana.

Ecco le misure 

Tra le misure adottate si segnala l'obbligo di indossare una mascherina in tutti i luoghi di lavoro chiusi (anche sui veicoli), in particolare negli uffici pubblici e privati. Solo chi lavora da solo o non può farlo per motivi medici può rinunciare alla protezione facciale.

Le autorità anche anche decretato il divieto di raduni e manifestazioni di oltre di dieci persone negli spazi pubblici, ma anche nelle aree private. Eccezioni possono essere pronunciate dal Consiglio di Stato.

Spicca anche la decisione di chiudere locali notturni, discoteche e postriboli. Da parte loro, bar e ristoranti dovranno abbassare la saracinesca alle 22. Le persone sedute allo stesso tavolo non potranno inoltre essere più di quattro (tranne se della stessa famiglia).

Le misure colpiscono anche i luoghi di intrattenimento e ricreazione, come cinema, teatri, musei, biblioteche, fitness, centri benessere, piscine, bowling, sale da concerto e altri luoghi simili che dovranno rimanere chiusi. Anche le visite a ospedali e case di cura non saranno più possibili.

L'esecutivo ha anche pronunciato un divieto degli sport di contatto (come calcio, basket e hockey, ma non il tennis). Una eccezione è prevista per i club professionistici, che non potranno però ospitare spettatori alle partite.

Vediamo nel servizio del telegiornale come è stata digerita la decisione del governo cantonale:


tvsvizzera.it/fra con RSI