Presidente Economiesuisse critica governo, “si parli di età AVS”
Lanciando un allarme sulla competitività del Paese, il presidente uscente di Economiesuisse Christoph Mäder critica duramente il Consiglio federale per la sua inerzia sulle riforme, in particolare quella delle pensioni, e per la crescente polarizzazione politica.
Il presidente uscente di Economiesuisse Christoph Mäder attacca il Consiglio federale e lancia l’allarme sulla competitività del Paese. A suo avviso si fa troppo poco sul fronte delle riforme, a partire da quella del sistema pensionistico elvetico AVS: bisognerebbe discutere di andare in pensione più tardi.
“Il mio compito è e resta quello di tenere d’occhio gli sviluppi a lungo termine: abbiamo segnali che la competitività della Svizzera sta diminuendo rispetto alle economie concorrenti”, afferma il 67enne in un’intervista pubblicata mercoledì dal Tages-Anzeiger (TA). “Stiamo ancora molto bene. Ma se vogliamo mantenere a lungo termine la nostra prosperità, le nostre assicurazioni sociali e le nostre infrastrutture, dobbiamo continuare a essere estremamente bravi”.
“La Svizzera è un paese con costi elevati: per questo dobbiamo assolutamente fare attenzione a lavorare in modo estremamente efficiente”. L’avvocato al termine del suo mandato di sei anni (sarà sostituito a giorni dall’imprenditore Silvan Wildhaber) punta il dito contro quella che ritiene essere la mancanza di iniziativa dell’esecutivo federale. “In questi tempi di crescente pressione, vedo la mancanza da parte del governo della disponibilità a rafforzare efficacemente le condizioni quadro dell’economia. Abbiamo un ritardo nelle riforme. Malgrado ciò il Consiglio federale non dà alcun segnale di essere disposto ad affrontare con determinazione i dossier necessari”.
Un sistema pensionistico “irresponsabile”
Il bersaglio principale delle critiche è l’AVS, sulla quale Mäder è durissimo. “Considero irresponsabile, per usare un aggettivo cauto, la decisione di non voler nemmeno discutere l’età pensionabile nella prossima riforma dell’AVS”. A suo dire il sistema previdenziale è messo in crisi dall’invecchiamento della popolazione e rischia di trasformarsi in un meccanismo insostenibile. “Abbiamo un problema demografico. L’aspettativa di vita e il rapporto tra contribuenti e beneficiari sono cambiati così tanto negli ultimi decenni che dobbiamo assolutamente apportare delle modifiche. Ormai solo una piccola parte degli aventi diritto finanzia la propria rendita tramite i propri contributi. Sono un grande sostenitore del nostro sistema a tre pilastri, ma capisco anche quelle persone che definiscono sempre più l’AVS come un sistema piramidale”
Però sia il Consiglio federale che il parlamento sono a maggioranza borghese, se la questione è così chiara – domanda il giornalista di TA – perché Economiesuisse non riesce a far valere la sua posizione? “Me lo chiedo pure io”, risponde l’intervistato. “A quanto pare, molti temono di scottarsi politicamente, perché l’argomento tocca emotivamente la popolazione. Affrontare la questione richiede uno sforzo enorme, ma bisogna farlo comunque. Anche altri paesi lo fanno”.
Dalla neutralità alla polarizzazione politica
Sul fronte della politica estera e della sicurezza, Mäder respinge l’iniziativa popolare sulla neutralità, definendola “estremamente pericolosa” e “isolazionista in modo assolutamente irresponsabile”. All’accusa di voler smantellare un caposaldo del paese, replica con forza: “Questa è una totale assurdità. Non c’è proprio nessuno che sia contro la neutralità”. Mette inoltre in guardia dalle conseguenze di un eventuale disimpegno dal regime sanzionatorio occidentale, definendo ingenuo chi crede che la Confederazione possa restare fuori dai giochi e bussare alla Nato solo in caso di emergenza, considerando che le minacce odierne arrivano da migliaia di chilometri di distanza.
Quanto al sistema politico interno, Mäder lamenta un’evoluzione che giudica negativa. “L’attuale polarizzazione è un problema grave per il modello elvetico, che si basa fondamentalmente sulla cooperazione e sui compromessi”. Per uscire dallo stallo propone un ripensamento del funzionamento del collegio governativo. “I membri del governo federale devono tornare a essere più indipendenti, ad esempio dai gruppi in parlamento. Il Consiglio federale come collegio deve poter agire in modo più strategico. I consiglieri federali oggi perdono tempo con ogni sorta di, scusatemi, sciocchezze”.
Malgrado il quadro critico l’ex giurista di Sandoz e Novartis non ha perso la fiducia nella resilienza del paese, ma invita a non dare per scontato il benessere: la concorrenza internazionale non dorme. “In Svizzera molti ormai danno per scontato di appartenere quasi automaticamente all’élite mondiale: questo atteggiamento è pericoloso”, osserva citando Irlanda e Danimarca come esempi di paesi in forte ascesa.
Sul tema della migrazione, Mäder prevede che la pressione demografica si ridurrà da sola se la competitività calerà. “Non mi sorprenderebbe se la domanda di immigrati tendesse a diminuire: il livello futuro sarebbe probabilmente più accettato dalla società”. Riguardo al costo dell’alloggio taglia corto: “Tutte le metropoli del mondo sono costose. Per dirla in modo un po’ esagerato: non esiste un diritto fondamentale a un appartamento di 51⁄2 locali nel quartiere Seefeld di Zurigo con un affitto di 1300 franchi”, afferma. “Rispetto ad altre grandi città all’estero, la situazione in Svizzera è ancora molto buona, se penso al mercato immobiliare o ai tempi di pendolarismo”.
Il numero della federazione delle imprese elvetiche sposta inoltre l’attenzione sui richiedenti asilo. “Questo tipo di immigrazione, che non ha nulla a che vedere con il mercato del lavoro, è all’origine del grande malcontento nella società”, sostiene. “L’Occidente non può accogliere tutta la popolazione del resto del mondo desiderosa di emigrare. Ci troviamo di fronte a flussi migratori che non possono essere gestiti con gli strumenti del diritto umanitario in materia di asilo. La situazione nel settore dell’asilo è ormai davvero disastrosa”, conclude.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.