La popolazione svizzera è favorevole a una stretta sulle PFAS
Un sondaggio rivela che, sebbene una maggioranza della popolazione elvetica desideri una regolamentazione più severa sulle PFAS, questa consapevolezza non si traduce in un cambiamento delle abitudini d'acquisto a causa della scarsa informazione sui prodotti.
La popolazione svizzera considera il gruppo di sostanze chimiche PFAS un rischio per l’uomo e l’ambiente. Una maggioranza è quindi favorevole a una regolamentazione più rigorosa, secondo quanto mostrano i risultati dell’ultimo sondaggio sul tema ambientale condotto dal Politecnico federale di Zurigo (ETHZ) e dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).
Particolarmente ampio è stato il consenso per l’obbligo di etichettatura per i prodotti contenenti sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS). Inoltre, un’ampia maggioranza dei 5’893 intervistati si è espressa a favore di valori limite più rigorosi per gli alimenti e l’acqua potabile, hanno annunciato giovedì in maniera congiunta UFAM ed ETHZ.
Tuttavia, l’elevata consapevolezza dei rischi legati agli effetti delle PFAS su uomo e ambiente non si traduce quasi per nulla in un cambiamento delle abitudini di consumo. Oltre il 60% ha dichiarato che la possibile presenza di PFAS nei prodotti non influenza la propria decisione di acquisto. Quale motivo principale, gli intervistati hanno indicato di non sapere in quali prodotti siano presenti questi composti chimici.
Il servizio del TG 20.00 della RSI del 9 luglio 2026:
Sebbene poco più di una persona su due abbia già sentito parlare delle PFAS, la grande maggioranza di coloro che conoscono il termine valuta le proprie conoscenze in materia come medie o scarse. L’accumulo di queste sostanze nella carne, nelle verdure, nei latticini e nella frutta viene percepito in misura minima rispetto a quello nel suolo e nelle acque sotterranee.
Sempre secondo il sondaggio, in caso di regolamentazione i consumatori sarebbero disposti ad accettare una scelta di prodotti più limitata e prezzi più elevati. Una minore qualità dei prodotti, invece, non ha ottenuto il sostegno della maggioranza.
Le PFAS sono un gruppo di oltre 10’000 sostanze chimiche sintetiche che, grazie alle loro proprietà idrorepellenti, oleorepellenti e antisporco, sono presenti in numerosi prodotti di uso quotidiano e finiscono così anche nell’ambiente. A causa della loro estrema persistenza, vengono anche definite “sostanze chimiche eterne”.
Il sondaggio è rappresentativo della popolazione residente in Svizzera di età superiore ai 18 anni.
Che cosa sono? – Le sostanze per- e polifluoroalchiliche indicano un gruppo di oltre 10’000 inquinanti chimici sintetici che, grazie alle loro proprietà idrorepellenti, oleorepellenti e antimacchia, sono presenti in numerosi prodotti di uso quotidiano e finiscono così anche nell’ambiente. A causa della loro estrema persistenza vengono anche chiamate “sostanze chimiche eterne”. Le PFAS sono presenti, ad esempio, nei prodotti fitosanitari e nelle schiume antincendio, ma anche nelle padelle, nei tessuti e negli imballaggi alimentari.
Qual è il problema? – Finora non è stato possibile dimostrare lo stesso grado di tossicità per tutte le oltre 10’000 sostanze PFAS. Tuttavia, nel caso dei principali agenti, la loro nocività è stata dimostrata in modo così attendibile che autorità sanitarie come l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) hanno introdotto severi valori limite per l’acqua potabile e gli alimenti, al fine di proteggere proattivamente la popolazione.
Per le quattro PFAS più diffuse, come riconosce anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), sono stati scientificamente dimostrati potenziali danni al sistema immunitario umano. Inoltre, almeno una delle quattro PFAS citate è considerata come “sicuramente cancerogena”.
Gli studi mostrano inoltre una correlazione diretta tra i livelli di PFAS nel sangue e un peggioramento dei valori dei lipidi ematici, il che aumenta a lungo termine il rischio di malattie cardiovascolari. Elevati livelli di PFAS possono inoltre avere effetti negativi sul fegato, sui valori del colesterolo o sul peso alla nascita, come scrive ad esempio l’USAV.
Inoltre, le PFAS sono difficilmente degradabili e per questo si accumulano nella natura e negli organismi.
Dove sono state misurate le PFAS? – Secondo uno studio pubblicato di recente dalla Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), le PFAS sono presenti in modo quasi capillare nei suoli svizzeri. Lo dimostra un’analisi di oltre 1’000 misurazioni. Le PFAS sono state rilevate in oltre il 99% dei campioni di suolo. Le concentrazioni più elevate si riscontrano nelle aree dove probabilmente sono state utilizzate schiume antincendio o fanghi di depurazione.
Anche un rapporto del Consiglio federale destinato al Parlamento, pubblicato alla fine del 2025, descrive la situazione della contaminazione: secondo il documento, lo strato superiore del suolo, le acque sotterranee, le acque superficiali, l’acqua potabile e i pesci in Svizzera presentano una contaminazione di fondo diffusa da PFAS.
Quali regole si applicano in Svizzera? – In Svizzera, dal 2011, la produzione, l’immissione sul mercato e l’utilizzo di determinate sostanze PFAS particolarmente pericolose, nonché dei loro inquinanti precursori, sono vietati per legge. Nel 2022 è stato introdotto, tramite l’Ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim), un divieto di utilizzo e produzione per altre quattro sostanze PFAS.
Sebbene le sostanze fossero già vietate, è stato necessario più tempo per definire valori limite vincolanti per gli alimenti. L’USAV ha introdotto tali limiti massimi parallelamente all’UE il 1° febbraio 2024. Da allora, i chimici cantonali possono ufficialmente contestare e ritirare dal mercato carne, pesce, uova e crostacei quando la somma delle quattro principali PFAS supera i valori limite stabiliti.
Quali regolamentazioni sono previste? – Secondo l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), sono previste restrizioni per tutte le PFAS e gli inquinanti precursori presenti negli agenti schiumogeni antincendio e negli imballaggi alimentari. Inoltre, si intende vietare l’uso di altre PFAS. Una decisione del Consiglio federale è prevista entro la fine del 2026. Oltre il 2027, la Svizzera valuterà l’adozione dell’ampia restrizione delle PFAS preconizzata dall’UE.
In Svizzera dovranno inoltre essere fissati valori massimi di PFAS nel latte e nei prodotti lattiero-caseari, nella frutta, nella verdura, nonché nei mangimi e nell’acqua per abbeverare gli animali. Inoltre, in attuazione di un mandato del Parlamento, saranno stabiliti valori limite per lo scarico delle PFAS nei corpi idrici. La consultazione al riguardo dovrebbe iniziare nell’autunno di quest’anno.
Per quel che concerne la definizione di valori massimi nell’acqua potabile, una consultazione è già in corso dalla fine di maggio del 2026. A tal fine, il Consiglio federale intende adottare i valori massimi previsti dalla direttiva dell’UE sull’acqua potabile.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.