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Una petizione chiede alla Confederazione di agire contro le violenze su internet

ipad con immagini pornografiche blurrate
Stop alla violenza sessualizzata sul web. Keystone-SDA

Venticinquemila firme sono state raccolte in tempi record per esigere dal governo misure concrete, sia penali che di regolamentazione delle piattaforme, contro la piaga dei contenuti sessualizzati generati dall'intelligenza artificiale.

Consiglio federale e Parlamento devono lottare con determinazione contro i “deepfake” e le violenze sessualizzate su internet. Esponenti di tutti i partiti hanno consegnato martedì una petizione munita di 25’000 firme al Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). La raccolta delle firme è promossa dall’apartitica “Iniziativa Internet”, nonché dai Verdi e dalla piattaforma per la democrazia “WeCollect”, si legge in una nota.

“I ‘deepfake’ (contenuti generati o modificati dall’intelligenza artificiale per imitare in modo realistico una persona) e il ‘revenge porn’ (diffusione non consensuale d’immagini o video intimi di una persona) suscitano una forte preoccupazione. Si moltiplicano le testimonianze di donne politiche, conduttrici e influencer svizzere che ne sono state vittime”, ha sottolineato, citato nel comunicato, Guido Fluri, promotore dell'”Iniziativa Internet”, lanciata lo scorso marzo.

“Questa ondata di ‘deepfake’ può colpire chiunque. Le principali vittime sono le donne e le ragazze. Vengono spogliate digitalmente, sessualizzate, sfruttate ed esposte pubblicamente. È inaccettabile”, ha rilevato dal canto suo la consigliera nazionale Meret Schneider (Verdi), pure citata nella nota.

“Carenze sistemiche”

Le 25’000 sottoscrizioni sono state raccolte in tempi record. Stando alla consigliera nazionale socialista Min Li Marti, “con questa mobilitazione vogliamo mettere in luce le carenze sistemiche della politica e delle autorità di perseguimento penale, che faticano a tenere il passo con l’evoluzione del fenomeno, e ottenere i cambiamenti necessari”.

I firmatari della petizione invitano quindi il DFGP e il Consiglio federale ad agire con determinazione, a tutti i livelli dello Stato e in tutti i dipartimenti interessati. Sono necessarie misure in particolare nel diritto penale e nella regolamentazione delle piattaforme.

Per la consigliera nazionale Nina Fehr Düsel (Unione democratica di centro – UDC, destra conservatrice), co-promotrice dell'”Iniziativa Internet”, è urgente affrontare anche le cosiddette applicazioni di “nudificazione”, che permettono di generare false immagini di nudo a partire da semplici fotografie. “Una volta che un contenuto viene diffuso online, è praticamente impossibile farlo sparire”, ha osservato.

Lanciata lo scorso marzo, l'”Iniziativa Internet” intende da parte sua rendere responsabili le piattaforme digitali per la diffusione di contenuti illegali. Ha già raccolto più di 30’000 firme in tre mesi.

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