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Contagio da epatite C, EOC condannato

L'Ente ospedaliero cantonale ticinese EOC è stato condannato mercoledì a una multa di 60'000 franchi per il contagio da epatite C di tre pazienti durante i preparativi per un esame diagnostico nel dicembre 2013. L'Ente è stato riconosciuto colpevole di lesioni colpose gravi dal giudice della pretura penale di Bellinzona Siro Quadri. La difesa ha annunciato l'intenzione di ricorrere in appello.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 luglio 2019 - 13:10
tvsvizzera.it/ri con RSI (News e TG del 31.07.2019)
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I pazienti, in seguito guariti, erano stati infettati all'Ospedale Civico di Lugano durante i preparativi per una TAC con mezzo di contrasto. Il contagio non va mai banalizzato, ha detto il giudice, per il quale la mancata tracciabilità degli operatori sanitari è una dimostrazione della cattiva condotta dell'Ente.

Il procuratore pubblico Moreno Capella aveva chiesto la condanna a una multa di 100'000 franchi, nell'impossibilità di rintracciare il diretto responsabile delle manipolazioni errate che portarono al contagio da epatite CLink esterno.

In apertura del procedimento, la difesa aveva contestato in vari punti la procedura ma le richieste di archiviazione erano state respinte. I legali dell'EOC avevano poi contestato l'atto d'accusa e chiesto il proscioglimento da ogni responsabilità.

 

Anche il primo processo per questa vicenda si era concluso, nel 2016, con una condanna a una multa di 60'000 franchi per lesioni colpose gravi e carenze organizzative. La Corte di appello e revisione penale, su ricorso dell'EOC, aveva però ravvisato lacune nel lavoro svolto dal Ministero pubblico e rimandato il caso in primo grado.

Sul piano civile, l'EOC si è nel frattempo assunto le sue responsabilità.

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