La televisione svizzera per l’Italia

Parmelin: “Non sono andato negli USA per un accordo”

guy parmelin con cappellino con scritta SWITZERLAND GREAT SINCE 1291
La missione di Parmelin non sblocca i dazi. Keystone / Peter Klaunzer

Pur senza una svolta concreta sui dazi con Washington, la visita di Guy Parmelin in Nord America è servita a riaffermare la posizione svizzera, che continua a mirare a un accordo legalmente vincolante.

Il viaggio di Guy Parmelin di 11 giorni in America del Nord non ha portato a una svolta nei negoziati sui dazi doganali con gli Stati Uniti. Il Consiglio federale continua a puntare a un “accordo vincolante”, ha indicato giovedì il ministro dell’economia a Keystone-ATS.

Nonostante un incontro con il rappresentante statunitense per il commercio Jamieson Greer a Washington, il ministro dell’economia Guy Parmelin non ha potuto annuncare alcun progresso di rilievo nelle discussioni commerciali. Il colloquio si è comunque “svolto molto bene”, ha precisato.

Intervistato durante la trasmissione Forum della Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTS, Guy Parmelin ha sostenuto che non si è trattato di un fallimento: “Non sono andato negli Stati Uniti per firmare un accordo, restiamo in contatto e le discussioni proseguono”, ha dichiarato.

“Abbiamo potuto dimostrare agli Stati Uniti che la Svizzera sta attuando attivamente la dichiarazione d’intenti comune esistente e che esige lo stesso da parte di Washington”, ha sottolineato Parmelin a Keystone-ATS. Berna si attiene alla dichiarazione comune firmata il 14 novembre 2025.

Aspettative nei confronti di Washington

Il Consiglio federale si aspetta in particolare che gli Stati Uniti rispettino il tetto massimo del 15%, indipendentemente dalla base giuridica invocata per questi dazi doganali supplementari. Questa aspettativa riguarda soprattutto le misure che potrebbero derivare dalle inchieste in corso, che Berna segue da vicino.

L’obiettivo finale del Governo svizzero resta invariato. Il Consiglio federale continua a “puntare alla conclusione di un accordo giuridicamente vincolante”.

A fine giugno, il Consiglio federale aveva già pubblicato una dichiarazione che dettagliava l’attuazione di diversi punti della dichiarazione congiunta del 2025. Queste misure si aggiungono alla soppressione dei dazi doganali su una serie di prodotti statunitensi.

“Il Consiglio federale non ha ceduto di fronte agli Stati Uniti”, ha sostenuto Guy Parmelin al microfono di Forum, rispondendo alle critiche di parlamentari che accusano il governo di fare concessioni. “Il Consiglio federale si è mostrato sicuro di sé. Nella dichiarazione unilaterale ha enunciato chiaramente ciò che facciamo e ciò che non facciamo”.

Incertezza dopo il 23 luglio

Le misure supplementari riguardano quattro ambiti: gli organismi di valutazione della conformità, i dispositivi medici, le automobili e gli appalti pubblici.

Concretamente, si tratta di facilitare il riconoscimento delle norme statunitensi in Svizzera. L’attuazione di questi punti richiede modifiche di ordinanze, “che rientrano nella competenza del Consiglio federale”, ha sottolineato il ministro.

Gli Stati Uniti dovranno trovare una base legale per mantenere i dazi oltre il 23 luglio, quando scadranno i dazi doganali provvisori del 10% imposti per 150 giorni.

“Ci aspettiamo che gli Stati Uniti applichino il livello che abbiamo negoziato nella dichiarazione d’intenti (15%, ndr) a prescindere dalla nuova base legale utilizzata da Washington”, ha indicato il presidente della Confederazione alla RTS.

Rafforzamento dei legami con il Messico

Durante il suo viaggio diplomatico in Messico, Guy Parmelin si è intrattenuto con la presidente Claudia Sheinbaum, il ministro degli affari esteri Roberto Velasco e altri esponenti del governo. “La politica commerciale ha occupato un posto centrale” durante queste discussioni.

Entrambe le parti hanno ribadito il loro sostegno alla modernizzazione dell’accordo di libero scambio tra l’Associazione europea di libero scambio (AELS) e il Messico. “Questi colloqui hanno riaffermato il nostro impegno reciproco a rafforzare le relazioni bilaterali”, ha dichiarato il consigliere federale.

Articoli più popolari

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR