Guy Parmelin illustra il “no” governativo all’iniziativa sull’alimentazione
Il Consiglio federale raccomanda di respingere l'Iniziativa sull'alimentazione, sostenendo che l'obiettivo di raggiungere il 70% di autosufficienza tramite una maggiore produzione vegetale è irrealizzabile in Svizzera.
Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa sull’alimentazione, poiché le sue richieste sono irrealizzabili. Martedì, a Berna, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha illustrato ai media i motivi per cui il Governo raccomanda di votare “no”.
L’iniziativa, denominata “Per un’alimentazione sicura – mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull’alimentazione)”, è stata depositata il 16 agosto 2024 corredata da 112’736 firme valide.
Il testo chiede un maggiore grado di autosufficienza alimentare. Tale obiettivo dovrebbe essere raggiunto attraverso una più elevata coltivazione di alimenti vegetali. Esige che il settore agricolo e la filiera puntino maggiormente sulla produzione e sul consumo di alimenti di origine vegetale anziché animale. L’obiettivo è di aumentare la sicurezza alimentare portando il grado di autoapprovvigionamento netto dall’attuale 45% ad almeno il 70%.
La produzione di alimenti di origine animale – come carne, latte e uova – riveste grande importanza in Svizzera, ha indicato il Consiglio federale nelle spiegazioni pubblicate dalla Cancelleria federale in vista del 27 settembre. Molti terreni agricoli svizzeri non sarebbero adatti alla coltivazione, ma solo come pascoli.
Il Consiglio federale fa inoltre notare che, in caso di “sì” il 27 settembre, l’agricoltura e l’alimentazione dovrebbero essere riorganizzate entro dieci anni. Se ciò non dovesse avvenire e si continuasse a consumare molti alimenti di origine animale, sarebbe necessario ricorrere alle importazioni in misura crescente. Gli effetti negativi sull’ambiente verrebbero così trasferiti all’estero.
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