Pandemia Telefono amico particolarmente sollecitato

Il Telefono amico svizzero, durante la pandemia di coronavirus, sta ricevendo molte più chiamate del solito. Circa 17'000 persone hanno digitato il 143 sul proprio telefono in marzo. Il 7,5% in più dello stesso mese nel 2019.

Persona al telefono

Molti ex collaboratori sono tornati in servizio.

© Keystone / Gaetan Bally

Il coronavirus è stato l'argomento di discussione di  3'500 chiamate al Telefono amicoLink esterno (Die dargebotene Hand nella Svizzera tedesca, La main tendue in quella francofona) dall'inizio di marzo in Svizzera.


Per molti, tuttavia, la pandemia e le sue conseguenze non erano il solo tema di discussione, ma una preoccupazione ulteriore, oltre a quelle già presenti.

L'argomento della solitudine è stato discusso il 29% in più rispetto al marzo del 2019 e quello delle difficoltà ad affrontare le sfide quotidiane della vita il 23%. Il tema della violenza è invece diminuito di un quinto.

Per far fronte alla crescente domanda, il 143 ha incrementato i turni del 14% in aprile. Questo rappresenta circa 300 ore di potenziale tempo di discussione.

Ciò è stato possibile perché molti volontari hanno deciso di lavorare di più ed ex collaboratori sono tornati in servizio. L'espansione è stata finanziata dall'Ufficio federale della sanità pubblica e dalla fondazione Promozione salute Svizzera.


Il Telefono amico (143) è un'organizzazione non profit di ascolto telefonico dedicata a chi si trova in uno stato di disagio emozionale. È politicamente indipendente e finanziata al 40% da contributi pubblici e al 60% da donazioni. Conta 670 volontari formati che possono contare sulla supervisione di professionisti.

Il servizio è anonimo, gratuito e utilizzabile 24 ore su 24. L'assistenza può essere richiesta per telefono, posta elettronica o chat.  

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