Pandemia La situazione in Svizzera resta incerta

Piazza federale di notte con 9200 candeline, ovvero i morti in Svizzera per Covid.

Piazza federale di notte con 9200 candeline, ovvero i morti in Svizzera per Covid (dato del 21 febbraio).

Keystone / Peter Schneider

La situazione epidemiologica in Svizzera rimane tuttora incerta. Rispetto alla scorsa settimana c`è stato un leggero aumento dei casi e visti gli allentamenti introdotti il primo marzo, si deve prestare la massima attenzione all'evoluzione della pandemia.

Sono le parole di Virginie Masserey, responsabile della Sezione malattie infettive dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), nell'abituale incontro con i media.

Questa tendenza verso un leggero aumento è visibile in tutte le regioni e in tutte le categorie d'età, ha spiegato Masserey. L'incidenza è di 168 casi per 100'000 abitanti negli ultimi 14 giorni, contro 160 la settimana scorsa.

Situazione in Svizzera

In Svizzera, nelle ultime 24 ore, si sono registrati 1'378 nuovi casi di coronavirus. 13 nuovi decessi sono stati segnalati. 61 persone sono state ricoverate in ospedale. Nel corso delle ultime 24 ore sono stati trasmessi i risultati di 23'967 test.

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Situazione in chiaroscuro

La responsabile della Sezione malattie infettive dell'UFSP ha dipinto la situazione in chiaroscuro. Da un lato, il tasso di riproduzione del virus, che ha un ritardo di 10 giorni, è di 1,09 e in quasi tutti i cantoni - salvo quattro - è superiore a 1. Inoltre il 70% dei casi di Covid-19 individuati appartengono a nuove varianti, di cui 4'194 a quella britannica, che è più contagiosa.

Dall'altro lato, il numero di ricoveri in ospedale rimane stabile, così come il numero di pazienti nelle terapie intensive, seppur a un livello alto. I decessi sono invece in leggera diminuzione e tra gli over 65 non c'è più una sovramortalità.

Grazie alle vaccinazioni, è stato inoltre possibile introdurre degli allentamenti nelle case di cura e per anziani, in particolare dopo la seconda dose. Per questi anziani uscite prudenti e maggiori interazioni sociali sono possibili, sempre però indossando la mascherina e prestando attenzione alle misure di igiene.

Con test di massa per meglio gestire l'epidemia

Dal canto suo il presidente della Task Force Covid-19 della Confederazione, Martin Ackermann, ha dichiarato che "con i test di massa possiamo gestire meglio l'epidemia, con le vaccinazioni possiamo vincerla". Per questo, occorrono maggiori somministrazioni di vaccini.

Ackermann non ha nascosto che dall'inizio dell'anno le infezioni sono nettamente diminuite, grazie anche alle misure introdotte il 18 gennaio. Tuttavia dalla metà di febbraio si assiste a un aumento dei casi a causa delle nuove varianti. Per questo motivo risulta difficile dire come evolverà il numero di contagi, ha aggiunto il presidente della Task Force.

A suo avviso, vi sono in particolare due fattori a rischio: le nuove varianti stanno diventando predominanti e gli allentamenti favoriscono i contatti. Per frenare la pandemia occorre quindi vaccinare il più rapidamente possibile la popolazione a rischio, ma anche diminuire i contatti e la mobilità delle persone. Attualmente il numero di persone vaccinate è ancora troppo basso e la maggioranza della popolazione non è ancora immune, ha aggiunto Ackermann.

A quando le aperture?

Il presidente della Task Force ha ribadito che gli esperti non prendono decisioni, ma analizzano la situazione dal punto di vista scientifico e mettono a disposizione i dati ai politici, affinché possano più facilmente prendere le decisioni.

Ciò che bisogna assolutamente evitare, secondo Ackermann è un effetto yo-yo, ovvero aprire tutto e subito per poi dover richiudere in seguito. Per questo è importante individuare i casi tramite test nelle aziende e nelle scuole e ciò più volte la settimana, per poter ritornare gradualmente alla normalità, come auspicato venerdì dal Consiglio federale.

Ma, ciò che è certo è che si apriranno dapprima i luoghi dove sussiste minor rischio, come quelli all'esterno rispetto ai luoghi chiusi all'interno, e dove c'è meno gente concentrata, ha precisato ancora Masserey.


tvsvizzera.it/fra con RSI


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