Pandemia e truffe Oltre 400 inchieste sui crediti Covid

La cartina della Svizzera con indicati i cantoni dove ci sarebbero state più truffe.
Keystone / Martin Ruetschi

Oltre 400 procedure penali sono state aperte in Svizzera per uso improprio dei prestiti concessi alle aziende per far fronte all'epidemia di nuovo coronavirus. I dati sono stati raccolti dalla Radiotelevisione svizzera di lingua francese.

Poco più di 136 mila piccole e medie imprese (Pmi) hanno ottenuto un credito Covid-19Link esterno garantito dalla Confederazione per far fronte ai problemi di liquidità causati dalla pandemia di coronavirus.

È quanto ha indicato negli scorsi giorni la Segreteria di stato dell'economia (Seco) sul suo sito web.

Globalmente sono stati versati, attraverso le 123 banche che hanno partecipato a questa azione, 16,8 miliardi di franchi. In 845 casi sono in corso verifiche approfondite per sospetta frode: in 48 casi tali sospetti si sono concretizzati.

Globalmente sono stati utilizzati il 42% dei mezzi messi a disposizione dalla Confederazione - al massimo 40 miliardi - attribuiti a 136'112 PMI.

Inchieste per frodi

Le frodi sulle quali le procure cantonali indagano spaziano dalle cifre d’affari falsate fino all’uso di fondi pubblici per acquisti personali. La maggior parte delle denunce sono arrivate da parte dell’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (Mros), allertate dalle banche stesse.

In Ticino, come riporta il servizio del Quotidiano (qui di seguito), le sospette truffe sulle quali sono state aperte indagini sono una ventina.


In tutta la Svizzera, un credito su 300 ha quindi portato a un'indagine penale. Questo numero potrebbe aumentare ulteriormente se altre denunce dovessero arrivare nelle procure.

Come si nota dal grafico, non sorprende che i Cantoni con il maggior numero di procedure siano anche i principali centri economici del Paese. Quasi la metà dei casi concernono Zurigo (76), Vaud (67) e Ginevra (40).

Tuttavia, il tasso più elevato di potenziali irregolarità si riscontra nel Cantone di Basilea Città, dove quasi 8 crediti Covid-19 su 1000 hanno portato all'avvio di una procedura.