Palantir scartata in Svizzera
Gli esperti dell’esercito hanno preferito non collaborare con l'azienda statunitense Palantir, sollevando dubbi sulla sovranità dei dati.
Un software per prevenire atti terroristici, o per identificare obiettivi militari. Offre anche questo, l’azienda americana Palantir, che ha tra i suoi clienti governi, eserciti e servizi segreti di vari Stati. Ma non in Svizzera. Ora un’inchiesta giornalisticaCollegamento esterno rivela che una collaborazione è stata scartata più volte dall’esercito della Confederazione. Una scelta che potrebbe non passare inosservata in Europa, dove invece i contratti sono molti.
Palantir è tra le aziende giudicate più potenti e allo stesso tempo più contestate al mondo. Grazie al suo modello di intelligenza artificiale capace di elaborare rapidamente molti dati, promette soluzioni in tempo reale per i problemi più complessi e delicati, compresi quelli sul campo di battaglia. Negli scorsi anni l’esercito svizzero ha considerato ben cinque volte una collaborazione, e l’ha sempre esclusa, come mostra un’inchiesta pubblicata in Svizzera dal portale RepublikCollegamento esterno e dal collettivo di ricerca WAV.
Timori per la gestione di dati sensibili
“Non abbiamo solo scoperto questi cinque contatti tra esperti dell’esercito svizzero, ma anche i motivi per i quali la collaborazione è stata scartata”, dice alla RSI Balz Oertli, uno degli autori del capitolo svizzero della ricerca su Palantir. “In tre dei cinque casi è stata la mancanza di controllo sui dati, a portare a un rifiuto. Essenzialmente una questione di sovranità sulla gestione di informazioni sensibili. Tra gli esperti dell’esercito, evidentemente, non c’era insomma sufficiente fiducia.”
L’inchiesta giornalistica su Palantir è stata condotta a livello europeo, in una collaborazione tra varie testate. Ha portato alla luce un volume di contratti di 1,44 miliardi di euro per Palantir in Europa, tra governi, servizi segreti, eserciti e altre autorità. A ciò va aggiunto che la maggior parte del suo giro d’affari totale di ca. 4,5 miliardi di dollari viene generata negli Stati Uniti.
Discussione in Parlamento su Palantir
“Nonostante ciò, la mancanza di collaborazione con l’esercito svizzero è rilevante”, aggiunge Oertli. “La Svizzera, neutrale e al di fuori della Nato, sarebbe stata un cliente modello. Il suo esercito poi è paragonabile per dimensioni ad altri potenziali clienti. I vari NO sono quindi problematici per Palantir.”
In futuro, comunque, Palantir potrebbe fornire i suoi servizi in Svizzera. Non c’è finora stata una decisione categorica di escludere una collaborazione da parte del Consigliere federale responsabile del Dipartimento della Difesa Martin Pfister. Potrebbe però pensarci il Parlamento: dai ranghi dei Verdi è stata depositata un’iniziativa parlamentare che chiede il divieto di contratti con fornitori esteri di servizi di questo genere. Proprio per dubbi sulla trasparenza e sulla certezza di mantenere il controllo su dati sensibili, come quelli espressi dagli specialisti dell’esercito.
“Il Faro” della RSI del 5 settembre 2026 – “Il software che vede tutto”:
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