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Svizzera, oltre 6 miliardi per partecipare a progetti europei

Stando alle inchieste della segreteria di stato per la formazione, l’educazione e la ricerca, i fondi europei non sono però importanti solo per le alte scuole, ma anche per le industrie svizzere. © Keystone / Gaetan Bally

Il Consiglio nazionale (camera bassa del Parlamento elvetico) ha approvato il credito di 6,154 miliardi di franchi necessario per la partecipazione svizzera al programma per la ricerca e l'innovazione "Orizzonte Europa" durante il periodo 2021-2027. Solo l'Unione Democratica di Centro (UDC destra conservatrice) vi si è opposta. Il Consiglio degli Stati (camera alta) aveva dato già il via libera in settembre.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 dicembre 2020 - 21:07

Il progetto riguarda solo il finanziamento della partecipazione. Il mandato negoziale per il rinnovo del relativo accordo bilaterale Svizzera-UE sarà sottoposto al Parlamento in una data successiva.

In apertura di dibattiti, l'UDC ha chiesto di rinviare il progetto al governo, ritenendo che l'esecutivo dovrebbe esaminare se non sia possibile applicare una soluzione nazionale indipendente consistente nel finanziamento diretto di progetti.

"Come la Champions League"

"Chiedere alla Svizzera di non partecipare ai programmi di ricerca europei sarebbe come chiedere a una squadra di calcio di non partecipare alla Champions League", ha replicato Mathias Reynard (Partito socialista), sottolineando che Orizzonte Europa è il più grande programma di ricerca e innovazione al mondo e gli investimenti sono pertanto molto positivi per l'economia svizzera.

I fondi serviranno a coprire i contributi obbligatori (in totale 5,423 miliardi) per una partecipazione a pieno titolo della Svizzera come Stato associato a "Orizzonte Europa", al relativo programma Euratom, al nuovo "programma Europa digitale" e all'infrastruttura internazionale ITER (ricerca sulla fusione nucleare) fino al 2027. È inoltre prevista una riserva per un eventuale aumento dei contributi (614 milioni).

I fondi comprendono anche il finanziamento di misure di accompagnamento nazionali (117 milioni) che promuovono, da un lato, un'ampia partecipazione ai programmi da parte dei ricercatori residenti in Svizzera e, dall'altro, intendono facilitare la partecipazione a nuove iniziative di cooperazione o a progetti europei con necessità di cofinanziamento. È il caso, ad esempio, dell'impresa EuroHPC nel campo del calcolo ad alte prestazioni. Questa collaborazione è fondamentale perché nessun Paese, da solo, disporrebbe di sufficienti capacità e risorse.

Il servizio del Telegiornale:

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Da notare che, come detto, le condizioni di partecipazione al pacchetto Orizzonte per gli Stati non membri dell'UE come la Svizzera non sono ancora definite. Berna mira a una partecipazione a pieno titolo come Stato associato all'intero pacchetto. I negoziati ufficiali con l'UE su un accordo di partecipazione potranno essere avviati solo quando Bruxelles avrà adottato le necessarie basi giuridiche.

L'obiettivo è permettere ai ricercatori in Svizzera di partecipare ai primi bandi di concorso di "Orizzonte Europa" e alle iniziative connesse. Se la piena associazione non sarà possibile, anche solo temporaneamente, la Confederazione potrà utilizzare in alternativa i crediti previsti - se necessario per l'intera durata delle misure - allo scopo di finanziare la partecipazione dei partner svizzeri a singoli progetti. In questo modo gli attori della ricerca e dell'innovazione elvetici dovrebbero poter beneficiare di condizioni analoghe a quelle di una piena associazione.

Nel prossimo video, le considerazioni di Giambattista Ravano della Scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana (SUPSI) sull'importanza di Orizzonti Europa:

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tvsvizzera.it/Zz/ats con RSI (TG del 16.12.2020)

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