Oltre 70 organizzazioni chiedono più protezione contro la canicola
Per contrastare la nuova realtà climatica, una vasta coalizione della società civile svizzera ha lanciato un appello per misure urgenti che vanno dalla protezione dal caldo all'abbandono delle energie fossili.
Una settantina di organizzazioni della società civile, dell’ambito climatico, sanitario, ambientale e agricolo hanno lanciato l’alleanza “Niente estati a 50 gradi!”, chiedendo misure immediate contro i cambiamenti climatici e le ondate di caldo.
Riunite nell’alleanza “Niente estati a 50°C!” (denominazione ufficiale in tedesco “Keine 50°C-Sommer!” e in francese “Pas d’étés à 50°C!”), le organizzazioni denunciano che la siccità e le temperature estreme di questo 2026 mostrano una nuova realtà climatica che potrebbe aggravarsi ulteriormente, si legge in un comunicato congiunto diramato martedì. La siccità e le temperature elevate di quest’estate sono solo l’inizio di una nuova preoccupante realtà, sostengono i promotori.
Le organizzazioni chiedono, tra l’altro, una protezione più efficace delle persone vulnerabili, la sistematica presenza di aree verdi nelle città e negli insediamenti, nonché il risanamento degli edifici, in particolare scuole e strutture pubbliche, per renderli più resistenti al caldo. Sollecitano inoltre misure vincolanti per la tutela della salute sui luoghi di lavoro e sostegni agli agricoltori colpiti dalla siccità e dalle perdite dei raccolti.
Sul fronte climatico, l’alleanza chiede l’immediato abbandono delle energie fossili e una drastica riduzione delle emissioni in tutti i settori. A suo avviso, la Svizzera non raggiunge gli obiettivi climatici che si è già fissata e continua a mantenere strutture che aggravano la crisi climatica. Chi causa emissioni di gas serra dovrebbe inoltre contribuire a coprire i danni climatici.
L’alleanza – che riunisce, tra l’altro, partiti come il Partito socialista e i Verdi, il sindacato UNIA e l’organizzazione ambientalista WWF Svizzera – intende aumentare la pressione sul Governo e il Parlamento attraverso due mobilitazioni. Una manifestazioni è prevista il 19 settembre nella Svizzera romanda e una il 25 settembre nella Svizzera tedesca. Nel comunicato non sono indicate organizzazioni ticinesi né iniziative specifiche a sud delle Alpi.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.