Oggi in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
il rischio di un devastante terremoto in Svizzera è remoto, ma non inesistente, e la Confederazione non riuscirebbe a far fronte da sola a un tale scenario.
Per questa ragione, un'esercitazione congiunta nell'ambito del meccanismo europeo di protezione civile (UCPM) è in corso in questi giorni nella Svizzera francese. Essere pronti è indispensabile, ma speriamo che non ce ne sia mai davvero bisogno.
Buona lettura!
Un terremoto devastatore colpisce tre cantoni: Vaud, Ginevra e Friburgo. Il meccanismo europeo di protezione civile (UCPM) viene attivato. Per fortuna, si tratta solo di un’esercitazione in corso questa settimana, un passo verso una migliore preparazione della Svizzera in caso di sisma, attualmente giudicata ancora lacunosa.
Circa 500 persone, la metà della quale proviene dai Paesi dell’UE e dall’Armenia, partecipano questa settimana alla grande esercitazione EU MODEX Switzerland 2026, in corso all’aerodromo di Payerne (Vaud), a Epeisses (Ginevra) e nella città di Ginevra. L’obiettivo è testare il meccanismo europeo di protezione civile.
In uno scenario come quello immaginato, la protezione civile elvetica non potrebbe gestire da sola la risposta. Lo scopo principale dell’esercizio è di migliorare la coordinazione tra squadre provenienti da diversi Paesi.
La Svizzera non è un Paese ad alta sismicità, “ma il rischio è reale”, mette in guardia lo specialista di gestione dei rischi e delle crisi Denis Froidevaux, che sottolinea l’importanza dell’esercitazione in corso, ma indica che nella Confederazione c’è ancora molto da fare. Al momento, “nessuno sa esattamente come coprire i costi dei danni e chi sarebbe responsabile del soccorso in profondità”. Per far fronte a tali eventi, indica l’esperto, bisogna disporre una combinazione di competenze, manuali e ingegneristiche, per salvare vite.
Piero Marchesi, dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) ha prestato giuramento come consigliere di Stato in Ticino, subentrando all’esponente della Lega Claudio Zali, dimessosi dopo la scia di scandali che l’hanno investito, tra cui la pubblicazione di registrazioni in cui incitava una donna, trovata poi morta in agosto nel Ceresio, alla violenza fisica nei confronti di un’altra.
Marchesi, che ha lasciato la sua funzione da consigliere nazionale e da sindaco del Comune di Tresa, è il primo membro dell’UDC nel Governo del Cantone italofono da quasi un secolo. Raimondo Rossi, membro dell’allora Partito agrario, lasciò il Consiglio di Stato nel 1927.
L’UDC non ha mai sfondato in Ticino. L’elettorato della destra conservatrice ha sempre preferito la Lega, movimento più radicato nel territorio. Il vento sembra stia però cambiando. I partiti erano alleati durante le ultime elezioni, e Marchesi era stato superato solo da Zali e dall’altro esponente della Lega in Governo, Norman Gobbi.
Con l’entrata di un rappresentante dell’UDC nell’Esecutivo cantonale, il Consiglio di Stato conta oggi cinque partiti diversi (UDC, Lega, Partito socialista, Centro e Partito liberale radicale): una costellazione mai vista nella storia recente, sottolinea il Corriere del Ticino. Resta da vedere se Marchesi saprà convincere e se la presenza del suo partito sarà confermata in Governo alle prossime elezioni, che si terranno l’11 aprile 2027.
Una malattia polmonare ha colpito numerosi allevamenti di maiali in Svizzera. Per interrompere le catene di contagio, le autorità hanno ordinato lo sgombero totale di 20 allevamenti da riproduzione in sei cantoni. Finora si è dovuto procedere alla macellazione o all’abbattimento di oltre 10’500 animali.
Si tratta di un’epidemia di polmonite enzootica, emersa il 9 settembre all’interno di un’ampia filiera intercantonale.
Lo ha comunicato il Servizio veterinario del canton Lucerna, uno dei più colpiti. Lì le autorità hanno sgomberato dieci allevamenti da riproduzione e un allevamento da ingrasso, per un totale di 5’200 animali abbattuti o macellati. Gli altri cantoni toccati sono Soletta, Svitto, Turgovia, Berna e Vaud.
La malattia non presenta alcun pericolo per l’essere umano e finora non vi sono indicazioni che aziende al di fuori della filiera interessata possano essere state infettate. Gli allevatori che perdono i loro suini per ordine delle autorità riceveranno un risarcimento finanziario.
Dopo l’annuncio delle dimissioni di Guy Parmelin, la stampa svizzera tedesca ha generalmente celebrato l’operato del ministro dell’economia negli ultimi anni. Tuttavia, dalla regione francofona, di cui il consigliere federale è originario, si levano voci molto critiche proprio dall’ambiente professionale di Parmelin, quello vitivinicolo.
Cinque ore dopo l’annuncio delle dimissioni, l’Associazione svizzera viticoltori-vinificatori (ASVEI) ha diffuso un comunicato stampa intitolato “Guy Parmelin ha ingannato i viticoltori”.
Il contesto della vicenda è la crisi strutturale del settore viticolo elvetico, in particolare quello romando, dovuta al ridotto consumo di vino. I magazzini sono pieni e in alcuni casi non c’è spazio per il nuovo raccolto, spiega il Tages-Anzeiger.
Parmelin aveva posto in consultazione un progetto di legge che avrebbe legato le importazioni di vino alla produzione interna, rendendo di fatto più difficile l’importazione di vino straniero, che rappresenta il 63% del consumo nazionale. Il giorno prima di annunciare la sua partenza dal Governo, Parmelin ha però comunicato ai viticoltori che tali piani non saranno portati avanti, sostenendo che in Parlamento non ci sia una maggioranza a favore di questa misura protezionistica.
Restano sul tavolo altre misure, come la continuazione del sostegno finanziario all’estirpazione volontaria dei vigneti, ma i viticoltori continueranno la loro battaglia per limitare la concorrenza straniera. Il giorno dopo il dietrofront di Parmelin, il consigliere agli Stati vodese del Partito liberale radicale (PLR, destra) Pascal Broulis ha ripresentato la richiesta in Parlamento sotto forma di mozione.
Foto del giorno
Palati sopraffini al lavoro. Membri della giuria del 14esimo Swiss cheese award assaggiano uno dei 1’177 prodotti in concorso.
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