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Eclissi

Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

ieri sera, seduta in un campo in cima a una collina, facevo parte delle migliaia di astronomi per un giorno che hanno osservato l'eclissi solare. E voi, l'avete vista? Dove eravate? L'erba secca del campo che mi pungeva il fondoschiena mi ha anche ricordato quanto la natura soffra per la canicola. Eppure, in Svizzera, il Consiglio federale rinuncia per il momento a dichiarare lo stato d'emergenza.

Buona lettura!

Persone in controluce, eclissi solare sullo sfondo
Molte persone sono venute ad assistere all’eclissi, qui allo Stanserhorn, nel Canton Nidvaldo. Keystone / Urs Flüeler

Migliaia di persone hanno preso d’assalto le alture della Svizzera per osservare l’eclissi solare mercoledì in prima serata, provocando a tratti piccoli ingorghi.

Muniti di occhiali speciali, di soluzioni artigianali o di vetri da saldatura, le svizzere e gli svizzeri hanno assistito a un “doppio” tramonto: il sole è (parzialmente) scomparso dietro la luna, poi all’orizzonte. L’occultazione massima è stata raggiunta intorno alle 20:20 in Svizzera.

Come per un evento sportivo, il fenomeno astronomico ha riunito persone di ogni provenienza, ben attrezzate per l’occasione con le loro coperte da picnic, frigoriferi portatili, patatine o sedie da campeggio… Per una volta, le condizioni di osservazione dell’eclissi erano ottimali in gran parte della Svizzera, per la grande gioia dei fotografi. Al momento culminante, in diversi luoghi sono persino risuonati applausi.

Gruppo di persone con striscione
Il comitato d’iniziativa Bussola, al momento della consegna delle firme alla Cancelleria federale nell’agosto 2025. Keystone / Peter Klaunzer

Singola o doppia? Non si tratta di una partita di tennis, ma del tipo di votazione a cui dovrà essere sottoposto il pacchetto di accordi tra la Svizzera e l’Unione Europea. Per il Consiglio federale, qualora si arrivi a una votazione tramite referendum facoltativo dovrebbe bastare la  maggioranza semplice del popolo. Ma un’iniziativa si oppone.

Secondo il Governo, il referendum facoltativo corrisponde alla prassi seguita per i Bilaterali I e II. Dal punto di vista democratico, rappresenta “la soluzione più appropriata”. Tuttavia, l’Iniziativa Bussola, lanciata nel 2024, chiede che ogni trattato internazionale che prevede il recepimento di disposizioni importanti contenenti norme di diritto, compreso il pacchetto di accordi con Bruxelles (che l’iniziativa menziona esplicitamente), sia sottoposto a referendum obbligatorio, con doppia maggioranza di popolo e Cantoni.

Il Consiglio federale ha respinto il testo giovedì, senza proporre un controprogetto. Già mercoledì aveva espresso la propria opposizione a un progetto di commissione che chiedeva un voto a doppia maggioranza.

Ottenere un “sì” in occasione della votazione sui Bilaterali III sarebbe molto più arduo se fosse richiesta la maggioranza dei Cantoni, poiché i Cantoni più piccoli, tendenzialmente conservatori, tendono a votare “no” sulle questioni di integrazione europea. Secondo alcuni politologi e politologhe, sarebbe necessaria una maggioranza popolare di circa il 55% per ottenere anche una maggioranza dei Cantoni certa.

Prato secco
Nei prati svizzeri, le mucche non hanno quasi più nulla da brucare, come qui a Uitikon (canton Zurigo). Keystone / Andreas Becker

Mercoledì, in occasione della sua prima seduta dopo la pausa estiva, il Consiglio federale ha deciso di non passare in modalità crisi di fronte alla siccità che colpisce il Paese. Per il momento, la situazione può essere gestita, secondo il Governo, anche se in alcune regioni si sono resi necessari interventi mirati.

Durante la conferenza stampa settimanale, il ministro dell’ambiente Albert Rösti ha respinto le critiche secondo cui il Governo non faccia abbastanza. . Ritiene infatti che i provvedimenti necessari, fondati su esperienze precedenti, siano già in atto: “Al momento attuale, non vi è urgenza di adottare misure supplementari“.

Attualmente, l’approvvigionamento idrico ed energetico è garantito, secondo il consigliere federale. Ha inoltre risposto alle lamentele del mondo agricolo ricordando le misure annunciate dal suo collega responsabile dell’economia, Guy Parmelin, in particolare la riduzione del dazio doganale sui foraggi. In assenza di un intervento del Consiglio federale, spetta ai Cantoni adottare le misure necessarie per far fronte alle conseguenze delle condizioni meteorologiche estreme.

Persona in montagna
Nonostante le sue dimensioni, anche il ghiacciaio dell’Aletsch soffre il caldo. Keystone / Anthony Anex

La canicola dell’estate 2026 è devastante per i ghiacciai svizzeri. Quello di Bella Tola, in Vallese, è ormai scomparso, e la stazione di Flims-Laax-Falera, nei Grigioni, è costretta a smontare una seggiovia.

“L’anno eccezionale che si prevedeva già dalla fine di maggio è effettivamente arrivato, perché la neve si è sciolta estremamente in fretta, il ghiaccio si è poi trovato esposto all’aria aperta e le ondate di calore si sono succedute. Sono praticamente le peggiori condizioni per lo scioglimento dei ghiacciai“, dichiara a Le Nouvelliste il nivologo Robert Bolognesi.

Già classificato nel 2021 tra i sei ghiacciai svizzeri minacciati, quello di Bella Tola è ormai scomparso. Persino ghiacciai giganti come quello dell’Aletsch si sciolgono a un ritmo allarmante. Il bilancio dello scioglimento glaciale 2026 sarà stilato a fine settembre.

Nei Grigioni, i Comuni di Flims, Laax e Falera, che hanno appena ripreso in gestione il comprensorio sciistico, devono già dire addio a un impianto di risalita a causa di un forte arretramento del ghiacciaio, sul quale erano fissati i piloni. Si tratterebbe tuttavia soltanto di uno “smantellamento provvisorio”, secondo la società proprietaria delle infrastrutture del comprensorio sciistico.

Jason Joseph
Petr David Josek / Keystone

Foto del giorno

Mercoledì, il basilese Jason Joseph è stato incoronato campione europeo dei 110 metri ostacoli a Birmingham. Porta così alla Svizzera il 14° titolo nella storia di questa competizione.

Tradotto dal francese e verificato da: Zz

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