Oggi in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
Questa sera alle 20:20, con il bel tempo, da ogni angolo della Svizzera si potrà osservare la più importante eclissi solare parziale dal 1999. La corsa agli occhialini appositi ha causato lunghe code davanti ai negozi specializzati nei giorni scorsi.
Il Governo federale è inoltre rientrato dalle ferie estive. Oggi la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter ha proposto un inasprimento delle normative per le banche di rilevanza sistemica. I dettagli nella rassegna stampa.
Cordiali saluti da Berna.
Dopo la crisi che ha portato al tracollo della grande banca Credit Suisse, il Consiglio federale intende migliorare la stabilità del settore finanziario. Per minimizzare i rischi futuri per lo Stato e per chi paga le imposte, verranno inasprite le normative per le banche di rilevanza sistemica e saranno notevolmente ampliate le competenze dell’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari.
Un aspetto centrale della riforma comprende requisiti più severi per la governance aziendale e misure volte a gestire meglio eventuali crisi finanziarie. Inoltre, il progetto messo in consultazione martedì prevede di ottimizzare l’accesso delle banche alle liquidità della Banca nazionale (BNS) e d’integrare i requisiti sui fondi propri. Lo ha spiegato questo pomeriggio la consigliera federale Karin Keller-Sutter durante una conferenza stampa.
Con questa revisione il Governo intende colmare le lacune individuate nell’attuale normativa “too big to fail”, dando così una risposta alle conclusioni della commissione parlamentare d’inchiesta che aveva indagato sul tracollo di Credit Suisse.
Di fronte ai media, Keller-Sutter ha ammesso che questa nuova regolamentazione non impedirà che una banca di rilevanza sistemica possa un giorno trovarsi di nuovo in difficoltà. “Non potremo mai escludere tutti i rischi, ma dobbiamo ridurli il più possibile. Perché in questo settore, in ultima istanza, è lo Stato che potrebbe dover pagare il conto”, ha affermato la ministra delle finanze.
Vi ricordate l’eclissi solare del 1999? Stasera in Europa si presenta di nuovo l’occasione di osservarne una. Chi si perderà questo evento astronomico dovrà attendere 55 anni per assistere di nuovo a un’eclissi totale in Svizzera.
Questa sera, fino al 93% del sole sarà oscurato. Dalle 19:25 in Svizzera inizierà a fare buio lentamente. Tra le 20:17 e le 20:20 la copertura del sole da parte della luna raggiungerà il suo apice, prima che il sole tramonti circa 20 minuti dopo. Chi vive in Islanda o in Spagna, tra l’altro, potrà godere di un’eclissi solare totale.
Poiché la protezione degli occhi è particolarmente importante, per osservare il fenomeno è necessario utilizzare occhiali appositi. Questi ultimi sembrano essere estremamente popolari, a giudicare dalle lunghe code davanti ai negozi specializzati negli ultimi giorni.
Ma l’eclissi solare non sarà l’unico spettacolo della notte. Nel cielo si dovrebbe infatti osservare anche il picco delle stelle cadenti Perseidi. “La tempistica cosmica non potrebbe essere migliore”, scrive SRF News.
L’esercito svizzero ha bisogno di più fondi, ma il freno all’indebitamento pone un limite alle spese supplementari. A Berna si sta attualmente discutendo su una manovra miliardaria, mentre il Consiglio federale valuta un aumento temporaneo dell’imposta sul valore aggiunto. Per assicurare i miliardi mancanti per l’esercito, secondo la Neue Zürcher Zeitung, il Partito liberale radicale (PLR, destra) propone di aggirare in modo mirato il freno all’indebitamento.
Parlando di “shock dei droni”, chiedono che quattro miliardi di franchi destinati alla difesa aerea siano contabilizzati come spese straordinarie, argomentando che l’accelerazione tecnologica in campo militare seguita alla guerra in Ucraina non fosse prevedibile.
Questo piano incontra però una forte opposizione: l’Amministrazione federale delle finanze considera illegale derogare in questo modo al freno all’indebitamento. Rafforzare le capacità militari rientra tra i compiti permanenti dello Stato e non può essere equiparato a una misura d’emergenza temporanea. Pertanto, mancherebbe la base legale per finanziare tali spese al di fuori del bilancio ordinario.
Il Consiglio federale, da parte sua, vuole reperire i miliardi per l’esercito attraverso un aumento temporaneo dell’imposta sul valore aggiunto (IVA). Tuttavia, il PLR e l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) si oppongono. Se il piano del Governo dovesse essere bocciato, i fondi dovrebbero essere compensati con importanti misure di risparmio in altri settori, principalmente nell’aiuto allo sviluppo e nel personale federale.
Da marzo, la croce svizzera può comparire anche su merci prodotte interamente all’estero, a condizione che il design o la ricerca siano stati fatti in Svizzera. Questa rottura con la tradizione, tuttavia, incontra scarsa comprensione tra le piccole e medie imprese artigiani e la popolazione.
Questo cambio di rotta sta provocando un’immediata delocalizzazione. Come riporta oggi Nau.ch, il produttore di scarpe Kybun sta trasferendo parte della sua produzione in Italia. Circa 40 posti di lavoro sono interessati. L’amministratore delegato Claudio Minder sottolinea di non voler “morire da primo della classe”, mentre altri starebbero già interpretando le regole della “Swissness” a proprio vantaggio.
La nuova norma non è ben accolta da chi lavora nel commercio e dalla cittadinanza: secondo un nuovo sondaggio, quasi il 90% delle persone interpellate è contrario. Si teme una massiccia diluizione del marchio Svizzera. La croce bianca su sfondo rosso deve rimanere un diritto esclusivo per le aziende nazionali, per non giocarsi alla leggera la fiducia di consumatrici e consumatori in tutto il mondo.
L’Unione svizzera delle arti e dei mestieri (USAM) avverte che si rischia un pericoloso effetto domino che danneggerebbe le piccole e medie imprese. “È un segnale sbagliato incoraggiare indirettamente le imprese a delocalizzare posti di lavoro e alla creazione di valore aggiunto all’estero. Ci aspettiamo che il Consiglio federale alleggerisca il carico sulla Svizzera come sede produttiva”, ha affermato il consigliere agli Stati e presidente dell’USAM Fabio Regazzi.
Foto del giorno
Ha un odore pestilenziale, ma è meraviglioso. L’aro gigante nel giardino botanico dell’Università di Basilea fiorisce solo per due giorni. La scorsa notte, centinaia di persone hanno potuto ammirare il raro evento. L’ingresso era gratuito.
Tradotto dal tedesco e verificato da mrj
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