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operai vicino a un bambi bucket pieno di acqua

Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

Ricordate ancora il vostro primo giorno di scuola? Eh sì… la scuola all'epoca era diversa.

Migliore? Non saprei... Noi, per esempio, dovevamo inginocchiarci davanti alla lavagna.

Oggi la sfida è un'altra: la concentrazione è diventata un'abilità fondamentale, e spesso è proprio questa a mancare. A volte a causa del cellulare, ma in questi giorni per via del caldo soffocante.

Cari saluti da Berna.

nel 1968 una docente ossrva un'allieva che scrive il nome rita alla lavagna
Ecco com’era: primo giorno di scuola nel 1969 a Zurigo. Photopress-Archiv / Fritz Grunder

Il nuovo anno scolastico è iniziato oggi in nove cantoni della Svizzera.La carenza di personale docente si attenua, mentre l’attenzione si sposta sul disagio causato dal caldo nelle scuole.

Nei cantoni Argovia, Berna, Basilea Campagna, Basilea Città, Glarona, San Gallo, Soletta, Svitto e Turgovia oggi inizia il nuovo anno scolastico.

Per quanto riguarda la carenza di personale insegnante, in diversi cantoni si delinea un leggero miglioramento. Come mostra un sondaggio dell’agenzia di stampa Keystone-ATS, a medio termine anche il calo delle nascite e un maggior numero di docenti qualificati potrebbero contribuire a migliorare la situazione.

Il canton Zurigo non segnala più una penuria di insegnanti. Anche Basilea Campagna parla di un’evoluzione positiva. Nel canton Berna, invece, la situazione tesa non è ancora superata.

Anche l’associazione mantello degli insegnanti svizzeri non vede ancora motivo di cessato allarme. “La carenza di personale docente rimane una sfida”, afferma un portavoce.

Per molte scuole, tuttavia, questa settimana un altro tema sarà probabilmente al centro dell’attenzione: il caldo persistente. La maggior parte delle aule in Svizzera non dispone di un sistema di raffreddamento. Con temperature ben al di sopra dei 30 gradi, a risentirne è la capacità di concentrazione sia di allieve e allievi, sia del corpo docente. A Basilea, alcune scuole stanno valutando l’installazione di ventilatori a soffitto. Altri Cantoni raccomandano di utilizzare più spesso i pomeriggi per attività extrascolastiche, come la visita a un museo dalle sale più fresche.

Tutti e tre schedati: dettaglio della foto ufficiale del Consiglio federale del 2007 con i consiglieri federali Christoph Blocher, Moritz Leuenberger e Micheline Calmy-Rey.
Tutti e tre schedati: dettaglio della foto ufficiale del Consiglio federale del 2007 con i consiglieri federali Christoph Blocher, Moritz Leuenberger e Micheline Calmy-Rey. Keystone

Tra il 1930 e il 1989 la Polizia federale ha sorvegliato anche numerosi futuri membri del Consiglio federale. In totale, 39 consigliere e consiglieri federali sono stati oggetto di schedatura.

Tra le persone schedate figurano, tra gli altri, Christoph Blocher, Moritz Leuenberger, Ruth Dreifuss ed Elisabeth Kopp. Come riporta la SonntagsZeitung, molte delle persone coinvolte sono state registrate già in giovane età, molto prima di assumere un incarico in Governo. Nel caso di Ruth Dreifuss, per l’apertura di una scheda è bastato il suo impegno contro la guerra del Vietnam.

L’ex consigliere federale Moritz Leuenberger ha parlato con la SonntagsZeitung dei suoi fascicoli. In qualità di presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta istituita nel 1989, aveva contribuito a svelare lo scandalo delle schedature.

“Ho letto soprattutto cose banali, errate e persino volutamente false”, afferma l’ex consigliere federale del Partito socialista (PS). Inoltre, nei documenti veniva messo in relazione con persone con le quali non aveva alcun rapporto. Secondo Leuenberger, tali annotazioni sono un esempio della mescolanza di sospetti e false accuse che si trovavano ripetutamente nelle schede.

barche ormeggiate
Livello basso del Lago Maggiore: Italia e Svizzera litigano sul livello dell’acqua. Keystone / Jean-Christophe Bott

Fiumi e laghi superano i confini. In tempi di penuria d’acqua, le controversie per questa risorsa sono inevitabili.

La Svizzera è il serbatoio idrico d’Europa. Nonostante copra meno di mezzo punto percentuale del territorio europeo, detiene fino al 6% delle riserve di acqua dolce del continente.

Il Ticino alimenta il Po in Italia. Il Reno scorre verso la Germania e i Paesi Bassi. Il Rodano attraversa la Francia per sfociare nel Mediterraneo. Questo rende la Svizzera un attore importante nella diplomazia dell’acqua e, con l’aumento della siccità, la pressione sulla Confederazione cresce. Quest’estate, quasi ogni fiume che nasce dalle Alpi e ogni lago condiviso con un Paese vicino costituisce un potenziale terreno di scontro.

Attualmente, ad esempio, l’Italia vorrebbe che il Ticino rilasciasse più acqua dai bacini artificiali, poiché l’agricoltura regionale soffre per la siccità. Tuttavia, ciò minaccerebbe le riserve per l’energia idroelettrica invernale, e anche l’agricoltura ticinese ha bisogno di acqua.

In un articolo della NZZ, l’idrologo Klaus Lanz esprime la convinzione che i conflitti sulla distribuzione dell’acqua tra la Svizzera e i Paesi vicini s’intensificheranno.

Proprio la settimana scorsa, il ministro dei trasporti Albert Rösti ha annunciato una revisione della strategia idrica nazionale. Il tema è così diventato una priorità anche per il Consiglio federale.

operai vicino a un bambi bucket pieno di acqua
Un elicottero trasporta acqua sulle Alpi friburghesi: la situazione dell’agricoltura mette alla prova anche l’UDC. Keystone / Anthony Anex

Il caldo persistente e la siccità mettono sotto pressione anche l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice). Il partito ora riconosce il cambiamento climatico, ma rimane cauto sulle sue cause.

“Per gli agricoltori il riscaldamento globale non è un male”. Il consigliere nazionale dell’UDC Marcel Dettling era appena diventato nel 2024 presidente del più grande partito del Paese e lo aveva detto in un’intervista oggi spesso citata. Alla luce dell’attuale siccità e delle perdite di raccolto, questa valutazione appare superata.

Nella politica climatica l’UDC ha fatto dei passi avanti: non mette più in discussione il cambiamento climatico in linea di principio. Molti esponenti del partito continuano però a dubitare che l’essere umano sia la causa determinante del riscaldamento. A questo proposito, Dettling ha parlato di una “nuova forma di caccia alle streghe”.

Invece di puntare sulla riduzione delle emissioni, il partito si concentra soprattutto su misure di adattamento. Molti parlamentari dell’UDC sono convinti che la Confederazione sia in grado di gestire le conseguenze del cambiamento climatico. Come il consigliere nazionale Manfred Bühler, che afferma: “Se il riscaldamento continuerà, nel 2100 la Svizzera avrà all’incirca il clima della California. Nemmeno lì le persone muoiono a frotte. Al contrario, è una regione prospera”.

Nonostante il calo delle emissioni nazionali, il consigliere federale Albert Rösti ha recentemente ammesso che gli obiettivi climatici per il 2030 saranno difficilmente raggiungibili. L’UDC sostiene tuttavia che la Svizzera contribuisce solo in minima parte alle emissioni globali e può influenzare il clima mondiale solo in misura limitata.

Gara di tiro a quattro su un terreno arido al Marché-Concours di Saignelégier
Anthony Anex / Keystone

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Gara di tiro a quattro su un terreno arido al Marché-Concours di Saignelégier: il concorso ippico nazionale nel canton Giura celebra ogni anno il Franches-Montagnes, l’unica razza equina svizzera rimasta.

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