Oggi in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
il caldo continua a essere uno dei principali temi dell'attualità in Svizzera. Devo ammettere che oggi ho optato per il telelavoro. Il nostro ufficio è praticamente una serra, mentre il mio appartamento, in parte interrato, è circa 10 gradi più fresco rispetto all'esterno.
I disagi dovuti a queste temperature non toccano solo le persone. L'estate eccezionalmente secca sta avendo conseguenze di vasta portata sulla fauna, sull'agricoltura e sui boschi.
Cordiali saluti da Berna,
Secondo Mauro Hermann, climatologo di MeteoSvizzera, quella del 2026 è stata una delle primavere più secche a livello nazionale dall’inizio delle rilevazioni e “la situazione attuale ricorda molto le estati eccezionali del 1976, del 2003 e del 2018“, afferma.
Al caldo si accompagnano le crescenti preoccupazioni per l’impatto della siccità su fiumi, laghi, boschi e agricoltura. L’anno peggiore mai registrato per l’umidità dei suoli in Svizzera è stato il 2022. Ma, secondo la climatologa del Politecnico federale di Zurigo (ETH Zurigo) Sonia Seneviratne, le condizioni sono già “significativamente più secche rispetto allo stesso periodo del 2022”. Se l’attuale situazione meteorologica perdurerà, il primato passerà al 2026.
Quasi tutti i Cantoni hanno ormai istituito cellule di crisi o gruppi di lavoro specializzati per monitorare la siccità. Anche regioni normalmente risparmiate da lunghi periodi asciutti stanno introducendo restrizioni. A Fahrwangen, nel canton Argovia, chi innaffia il prato, lava l’auto o utilizza fontane rischia multe fino a 2’000 franchi.
Molte persone attive nell’agricoltura temono raccolti ridotti per colture quali patate, mais e barbabietole da zucchero. I pascoli si stanno già esaurendo e parte del bestiame potrebbe nuovamente dover essere abbattuta, come accaduto durante la siccità del 2022. In alcuni casi gli animali hanno già iniziato a consumare le scorte di fieno destinate all’inverno.
La pesca è stata sospesa in diverse regioni, mentre le autorità invitano chi fa il bagno a evitare le zone sensibili per ridurre ulteriormente lo stress per la fauna acquatica.
Con l’aumento dell’aridità cresce anche il rischio di incendi boschivi. Su vaste aree della Svizzera sono già in vigore i livelli di pericolo 3 e 4 e, in alcune zone del Vallese e dei Grigioni, è stato dichiarato il livello massimo di pericolo 5.
Criptovalute, un banchiere russo, una rete criminale nigeriana e una presunta talpa all’interno dell’Ufficio federale di polizia (fedpol). Sono emersi nuovi dettagli sul caso Swiss Remit, un’azienda oggetto di un’inchiesta internazionale per riciclaggio di denaro.
Swiss Remit era una società di trasferimento di denaro con sede centrale a Zurigo il cui modello d’affari permetteva alla clientela di depositare contanti, trasferire fondi all’estero e convertirli in criptovalute: un modello praticamente fatto su misura per il riciclaggio di denaro, scrive il Tages-Anzeiger.
Al centro delle indagini vi è il banchiere russo Sergei S., presunto top manager della banca russa Anelik RU, che avrebbe assunto il controllo di Swiss Remit nel 2020.
Nonostante una persona informatrice avesse segnalato già nel 2021 alle autorità cantonali e federali che Sergei S. finanziava segretamente combattenti russi a Donetsk e tentava di ottenere fraudolentemente un permesso di soggiorno svizzero tramite un contratto di lavoro fittizio, il caso è rimasto per anni nel cassetto delle autorità senza sviluppi significativi.
Poi, nel 2025, il Ministero pubblico ha incriminato per diffamazione la persona che aveva effettuato la segnalazione. Il processo si è concluso con un’assoluzione presso il Tribunale distrettuale di Zurigo.
Nel febbraio 2026 le autorità greche hanno revocato con effetto immediato la licenza di una filiale di Swiss Remit a causa di gravi violazioni “relative, da un lato, all’attività degli istituti di pagamento e, dall’altro, alla prevenzione e al contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo”, ha scritto la Banca di Grecia.
In Svizzera Swiss Remit disponeva di filiali in quartieri centrali a Zurigo, Berna, Basilea e Ginevra, uffici che sono stati perquisiti durante un’operazione di polizia coordinata a livello internazionale in aprile. Gli investigatori hanno comunicato che Swiss Remit è sospettata di aver riciclato denaro anche per Black Axe, un gruppo criminale nigeriano coinvolto nella tratta di esseri umani, nel traffico di droga e nella criminalità informatica. In Svizzera sono state arrestate 21 persone, tra cui un presunto narcotrafficante, una presunta talpa all’interno della Polizia federale e lo stesso Sergei S.. Altre due persone presumibilmente legate al caso sono state arrestate in Nigeria.
Circa 800 cittadine e cittadini svizzeri sono registrati come residenti in Venezuela. Uno di loro racconta come la sua famiglia si è salvata dalla catastrofe soltanto grazie al consueto viaggio estivo nella Confederazione.
Hans Peter Zingg vive in Venezuela con la moglie Alvis da quasi quarant’anni. Tornano in Svizzera ogni estate, periodo che Zingg trascorre lavorando presso la ferrovia a cremagliera Brienz-Rothorn, nel canton Berna.
In un’intervista al Blick, racconta di considerare la sua casa a Caraballeda un paradiso: vista sull’oceano, due piscine e palme in giardino. L’architetto italiano che aveva progettato l’edificio sosteneva con orgoglio che fosse stato costruito “per l’eternità”, con fondamenta profonde 40 metri. L’architetto stesso vi abitò fino alla morte. Oggi resta solo un cumulo di macerie.
Zingg ha saputo del terremoto mentre festeggiava in Svizzera il sessantesimo compleanno del fratello davanti a una pizza. Due sismi di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno colpito a distanza di 39 secondi l’uno dall’altro, interessando soprattutto il nord del Venezuela, dove si trova Caraballeda.
Il bilancio dei morti ha ormai superato quota 3’800, mentre oltre 16’700 persone sono rimaste ferite e molte risultano ancora disperse. Secondo Zingg, l’assistenza governativa è stata praticamente inesistente. Le comunità stanno pagando di tasca propria gli escavatori invece di attendere gli aiuti ufficiali.
Subito dopo i terremoti, il datore di lavoro di Zingg gli ha offerto la possibilità di prolungare il soggiorno in Svizzera. Ma lui ha rifiutato. “La mia casa è il Venezuela. È lì che ho costruito la mia vita. È lì che si trovano i miei amici e la mia famiglia. Devo tornare”, dice.
Tradotto dall’inglese e verificato da: Zz
Foto del giorno
Mercoledì, con oltre 9’000 nuotatori e nuotatrici presenti, la 36ma Traversata del lago di Zurigo ha registrato il tutto esaurito nonostante l’evento sia stato posticipato di una settimana a causa delle condizioni meteorologiche instabili.
Tradotto dall’inglese e verificato da: Zz
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